16 ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento alle 20.07
caronte manchette
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Palermo

Nei pressi di via Altofonte

Tensioni a Palermo, senza casa occupano gli alloggi assegnati ai rom dal Comune

9 agosto 2018

La decisione del Comune di assegnare gli alloggi popolari ai rom “sfrattati” dal campo nomadi, nei giorni scorsi, ha fatto infuriare sei famiglie palermitane che a vedersi “scavalcate” proprio non ci vogliono stare e che stamattina hanno occupato le case di via Felice Emma, nei pressi di via Altofonte.

Gli appartamenti, confiscati alla mafia, erano stati destinati dall’Amministrazione ai rom rimasti senza abitazione dopo l’evacuazione del campo della Favorita, voluta proprio da Palazzo delle Aquile.

Oggi sei famiglie con figli, sostenuti dai residenti di via Altofonte che non gradiscono la presenza dei rom nella zona, si sono installate nelle case in questione.

Tra l’altro, chi vive nella zona sostiene che la strada, via Altofonte, è sempre stata ignorata dal Comune che non si è mai curato di garantire servizi essenziali come l’illuminazione, la pulizia e la manutenzione dei marciapiedi e del manto stradale. Si proclamano “tolleranti e non razzisti” ma la vicinanza dei rom fa pensare loro che la situazione potrebbe peggiorare ancora di più.

Le famiglie palermitane senza abitazioni e i rom con le ville, affermano alcuni residenti. “In questa zona ci siamo sempre pagati da soli la pulizia della strada, adesso il Comune a tempo record ha sistemato una villa dove ospitare i rom“.

OrlandoMa il sindaco Leoluca Orlando annuncia il pugno duro: «Sarà denunciato chi impedisce attuazione provvedimento del Tribunale. L’Amministrazione comunale presenterà insieme al Comando di Polizia municipale un esposto alla Procura della Repubblica, affinché siano individuati e sanzionati coloro che compiono o favoriscono atti violenti ed illegali che potrebbero impedire l’attuazione di un provvedimento disposto dalla Magistratura, con riferimento alla dismissione del campo nomadi della Favorita. Il piano di dismissione proseguirà nei prossimi giorni secondo il crono-programma che è stato illustrato al Consiglio comunale e comunicato alle competenti Autorità».

Orlando, nel contempo, esprime «apprezzamento e condivisione di impegno per tutti gli uffici dell’Amministrazione che stanno operando per attuare quanto previsto dal provvedimento del Tribunale, nel rispetto dei regolamenti comunali in materia».

 

LE REAZIONI:

“Tutto ciò mi sembra un remake sotto la regia del vecchio Leoluca Orlando. Sono passate pochi mesi da quando mi opposi alla creazione di un hotspot allo Zen quartiere alla periferia estrema di Palermo. Ancora una volta si reitera un intervento urbanistico sociologicamente scellerato che produrrebbe ghetti e disordine in un quartiere, il Pagliarelli, già avulso dai servizi più basilari”. Lo dice il deputato regionale Vincenzo Figuccia che si è recato in via Felice Emma a Palermo dove il Comune ha assegnato due villette confiscate ad alcuni nuclei familiari di nomadi.

”Ed è curioso vedere come le maestranze della Reset in questi ultimi giorni facciano un continuo andirivieni, su disposizione del primo cittadino – aggiunge – I primi dediti al dovere del proprio lavoro, il secondo manipolatore di piani diabolici e discriminatori che si celano dietro la bontà ipocrita dell’accoglienza e che innescano guerre tra poveri. Ci batteremo con ogni forza perché tutto ciò non si realizzi, insieme a questi palermitani, che non peccano certo di razzismo ma chiedono solo il rispetto delle regole e delle graduatorie senza essere colpiti da nocive doppie morali“.

udcGli fa eco la sorella, Sabrina Figuccia, consigliera comunale: “Tutto questo in spregio a tutti quei cittadini residenti che da anni pagano invece le tasse, si attengono a tutti i regolamenti, versano tutti i tributi per non avere in cambio alcun tipo di servizio da questa Amministrazione. I cittadini lamentano infatti la mancanza di illuminazione pubblica, di acqua corrente, di raccolta di rifiuti, la mancanza di rete fognaria e trasporto pubblico. Quest’ultimo in particolare pare sia stato soppresso di recente, isolando la zona e costringendo i residenti, tra cui diversi disabili, a munirsi di mezzi propri. L’Amministrazione non può fare due pesi e due misure e continuare ad esercitare principi di uguaglianza a fasi alterne, in considerazione a quanto recita l’art. 3 della nostra Costituzione che sancisce l’uguaglianza formale e sostanziale per tutti i cittadini, ed io aggiungo – conclude – soprattutto per tutti coloro che da anni aspettano una casa, e che invece non hanno ricevuto alcun aiuto proprio da chi, soltanto a parole, manifesta principi di giustizia sociale”.

Ma a sostegno del sindaco Orlando i consiglieri di Sinistra Comune, che attaccano: Chi alimenta la guerra tra poveri, come stanno facendo gli esponenti di Diventerà Bellissima, è un irresponsabile. L’Amministrazione comunale, così come sta facendo, deve farsi carico di tutte le esigenze sociali: è inaccettabile mettere in contrapposizione palermitani poveri contro palermitani ancora più poveri. La dismissione del campo Rom non toglierà diritti né risorse destinate alle esigenze sociali complessive della città. Evidentemente alcuni non sanno che diversi abitanti del campo Rom sono nati a Palermo, alcuni vivono in città da trent’anni e tanti sono cittadini italiani. Non sono accettabili discriminazioni etniche né stereotipi xenofobi; è ampiamente dimostrato infatti che la comunità rom palermitana è ormai parte integrante della città, visto che dal 1990 centinaia di persone vivono in viale del Fante, non in una zona emarginata di Palermo”.

gelardaInterviene anche il neo consigliere della Lega, Igor Gelarda (ex M5s): “La dismissione di questi giorni del campo nomadi non può cancellare con un semplice colpo di spugna tutte le responsabilità pregresse dell’amministrazione Orlando. Responsabilità morali prima di tutto, ma ovviamente anche penali e contabili, sulle quali sta indagando la magistratura; oltre a responsabilità politiche per avere ignorato completamente un regolamento del campo nomadi votato dal Consiglio comunale negli Anni ’90.

Per quanto riguarda la sistemazione delle famiglie nomadi in abitazioni – dice Gelarda – pur apprezzando la buona volontà dell’assessore alle Politiche sociali Giuseppe Mattina, è chiaro che l’azione dell’amministrazione comunale è conseguente all’intervento della Procura di Palermo, per cui a Orlando non può essere ascritto alcun merito politico, piuttosto l’onta delle indagini e di eventuali responsabilità. Inoltre – prosegue Gelarda – se è vero che le abitazioni scelte per i rom non sono state prese da quelle destinate all’emergenza abitativa delle migliaia di famiglie palermitane in attesa e, invece, sono immobili che sarebbero stati destinati ad associazioni, è umiliante constatare che questa amministrazione, se vuole, può trovare subito case per i bisognosi”, conclude Gelarda.

Domenico Bonanno, coordinatore dei giovani di Diventerà BellissimaInfine, il duro attacco di Diventerà Bellissima espresso dal coordinatore dei giovani Domenico Bonanno e dal dirigente provinciale Eduardo De Filippis“Tempi record e nessuna comunicazione preventiva ai residenti circa l’assegnazione ad alcune famiglie Rom di un contesto residenziale confiscato, sono questi i modi con cui il sindaco Orlando e la sua giunta pensano di imporre le proprie scelte scellerate ai cittadini. Avevamo criticato aspramente l’indirizzo dell’amministrazione.

Non è ammissibile che per favorire lo sgombero del campo nomadi, il comune riesca a trovare e ad assegnare in pochissimi giorni delle abitazioni ai Rom nonostante centinaia di famiglie palermitane si trovino in attesa di un alloggio popolare e molte di queste siano costrette a vivere in auto o in alloggi di fortuna. Le regole e le graduatorie devono valere per tutti. Prima chi ha diritto, a prescindere dall’etnia, deve essere questo il mantra di un’amministrazione seria. Occorre anche uno studio di fattibilità ed un confronto con i residenti, cosa che non è avvenuta. Le proteste di queste ore dei residenti di via Felice Emma e dintorni, sono l’emblema del fallimento del Sindaco Orlando e di un’amministrazione sorda ai bisogni e alle richieste dei cittadini. La colpa è di chi nel corso di questi anni non ha saputo affrontare il problema programmando soluzioni e medio termine. Adesso che interviene la magistratura il sindaco si trova costretto ad agire in condizioni di emergenza”, proseguono i due esponenti del movimento guidato dal governatore Nello Musumeci.

“Possiamo comprendere le ragioni di chi in queste ore ha occupato abusivamente gli immobili destinati ai Rom, ma non possiamo condividere né giustificare atti del genere, che ricordiamo rappresentano un reato, ma agire con forza, senza preavviso e senza un confronto, come fatto dall’amministrazione in questo caso, non fa altro che alimentare la rabbia della gente. Piuttosto che minacciare denunce, il Sindaco dovrebbe accettare il confronto ed ascoltare le richieste dei residenti. L’assessore Mattina, presente questo pomeriggio in Via Felice Emma, ha palesato la grandissima confusione e l’arroganza con cui pensa di agire questa amministrazione. Manifestiamo ai residenti la nostra vicinanza e la nostra solidarietà. All’amministrazione chiediamo un confronto tra le parti affinché la decisione possa essere sospesa, si possano individuare soluzioni alternative valide e possano essere ristabiliti criteri di correttezza e regolarità nell’assegnazione degli alloggi comunali a tutti i cittadini bisognosi”.

 


In serata è arrivata la nota dell’assessore comunale alle Attività sociali Giuseppe Mattina, che nel pomeriggio ha parlato durante l’assemblea con un gruppo di residenti radunati davanti alla villa occupata. “Le famiglie che hanno occupato la villa in via Felice Emma dovranno essere sgomberate in tempi rapidi. E’ un problema di legalità. Siamo entrati in possesso della struttura confiscata da due giorni fa, la riteniamo idonea ad accogliere le famiglie rom“. 
L’assessore si è recato nella zona dei Pagliarelli con alcuni consiglieri comunali del Pd e consiglieri di circoscrizione per spiegare ai residenti la decisione di assegnare la villa a due delle 13 famiglie rom che dovranno lasciare il campo della Favorita per ordine della magistratura.

Una posizione contestata da alcuni residenti. “Le case le devono dare prima agli italiani – urla una donna – Non accetteremo mai i rom. I miei figli devono potere giocare serenamente come hanno fatto e invece con loro qui io sono terrorizzata”. I residenti in questa protesta sono sostenuti da esponenti di Forza Nuova e del movimento “DiventeràBellissima” del governatore Nello Musumeci.

“Questo di via Felice Emma non sarà il solo posto dove saranno portate le famiglie che vivono nel campo rom. Abbiamo altre case dove porteremo uomini, donne e bambini. Il piano – ha proseguito l’assessore – sarà rispettato senza slittamenti”.

 

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