Termini Imerese: vertenza Blutec al palo, il sindaco scrive a Roma :ilSicilia.it
Palermo

Il 31 dicembre 2018 terminano gli ammortizzatori sociali

Termini Imerese: vertenza Blutec al palo, il sindaco scrive a Roma

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20 Settembre 2018

La vertenza Blutec per la reindustrializzazione dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese si è nuovamente arenata nelle secche dei palazzi.

Dall’ultimo incontro tenutosi a metà luglio scorso non si hanno più notizie. In quell’occasione era stata trovata l’intesa tra l’azienda e Invitalia per risolvere la controversia sulla rendicontazione dei 20 milioni di euro di finanziamento concessi dal Ministero dello sviluppo economico e la messa a punto di un nuovo contratto di sviluppo. Da lì a poco il governo nazionale avrebbe dovuto convocare un nuovo tavolo di confronto, ma da allora nessuna lettera è stata recapitata nè all’azienda nè alle parti sociali e istituzionali coinvolte.

sindaco termini imerese
Il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta

Una fase di stallo che desta la preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati e che ieri ha spinto il sindaco della cittadina in provincia di Palermo, Francesco Giunta, a scrivere una nota al Ministero dello Sviluppo Economico guidato dal vice premier Luigi Di Maio“Si prega voler fissare – scrive Giunta – il tavolo tecnico già concordato al fine di valutare, unitamente alle rappresentanze sindacali gli esiti della transazione e la conseguente valutazione dell’organo di controllo. Si precisa, altresì, che la situazione sociale in Città, sta assumendo contorni sempre più complicati tali da non escludere, azioni di protesta, anche eclatanti, da parte degli operai. Si resta in attesa di cortese e urgente riscontro”.

Il primo cittadino non nasconde i propri timori per il loro futuro dei lavoratori. Il 31 dicembre prossimo, infatti, terminano gli ammortizzatori sociali per gli 800 dipendenti ex Fiat che in mancanza di una road map di impegni concreti rischiano il licenziamento e con esso la perdita di qualsiasi speranza di ritornare in fabbrica.

A questi si aggiungono le sorti dei lavoratori delle aziende dell’indotto. Tutti sono col fiato sospeso, in attesa di capire se, dopo tanti anni, il rilancio dello stabilimento potrà finalmente diventare realtà o se si tratterà dell’ennesima illusione di lavoro ed occupazione tradita.

 

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