Trattativa Stato-mafia? Chiesti nove anni in appello per Mannino, lui replica: "Accuse fantasiose" | ilSicilia.it :ilSicilia.it

in primo grado l'ex ministro era stato assolto

Trattativa Stato-mafia? Chiesti nove anni in appello per Mannino, lui replica: “Accuse fantasiose”

di
6 Maggio 2019

La procura generale ha chiesto la condanna a 9 anni di carcere dell’ex ministro democristiano Calogero Mannino, imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato nel processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Mannino, assolto in primo grado, ha scelto il rito abbreviato ed è giudicato separatamente rispetto agli altri imputati per cui è in corso il processo d’appello.

Il processo di secondo grado a carico di Mannino è cominciato il 10 maggio 2017 davanti ai giudici della prima sezione della corte d’appello di Palermo presieduta da Adriana Piras. Due anni di udienze, dunque, con una riapertura dell’istruttoria dibattimentale in cui, tra gli altri, è stato risentito il pentito Giovanni Brusca. La tesi della Procura generale, che ha chiesto la stessa pena invocata in primo grado, è che Mannino, nella “lista” dei nemici che Cosa nostra aveva deciso di eliminare per “saldare i conti” con chi non aveva mantenuto i patti, avviò, grazie ai suoi contatti con gli ufficiali del Ros una sorta di trattativa con le cosche per salvarsi la vita. Una ricostruzione, “bocciata” però dal gup, che vede nell’ex potente politico il “motore” del dialogo che pezzi dell’Arma, con coperture politiche, avrebbero avuto con i boss per fare cessare la stagione delle stragi. Un patto che avrebbe avuto come prezzo per le istituzioni l’impunità per il boss Bernardo Provenzano, una linea meno rigorosa nel contrasto ai clan e un alleggerimento del carcere duro per i mafiosi.

“Le acquisizioni probatorie confermano inoppugnabilmente il timore dell’onorevole Mannino di essere ucciso, così come sostenuto dall’accusa, e le sue azioni per attivare un ‘turpe do ut des’ per stoppare la strategia stragista avviata da cosa nostra”, ha detto il pg Sergio Barbiera, che sostiene l’accusa assieme al collega Giuseppe Fici.
Il processo a Mannino è cominciato nel 2012, il 4 novembre del 2015 c’è stata l’assoluzione e un anno dopo è stata depositata la sentenza. La scorsa settimana, davanti alla corte d’assise d’appello di Palermo, è invece cominciato il processo di secondo grado agli altri imputati della cosiddetta trattativa: ex ufficiali del Ros come Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, i boss Leoluca Bagarella e Antonio Cinà, Massimo Ciancimino e Marcello Dell’Utri, tutti condannati, al contrario di Mannino, a pene pesantissime. Alla sbarra anche il pentito Giovanni Brusca, assolto per prescrizione del reato.

L’ex ministro replica: “Infondata l’accusa della procura

“La richiesta che l’ufficio dell’accusa ha avanzato è priva di ogni fondamento e prova.
Se prova v’è, è quella di una pretesa pregiudiziale e fantasiosa. Anche alla stregua della stessa sentenza Montalto. che tutta la trattativa si riduca alla paura del sottoscritto e dalla sua ispirazione ad un generale dei carabinieri è soltanto una fake-news, è tesi priva di fondamento e consistenza, e quindi di prova. Sottolineo che la richiesta dei sostituti procuratori generali non è giudizio. Attendo fiduciosamente quello”. Lo dice l’ex ministro Calogero Mannino dopo la richiesta di condanna a nove anni nei suoi confronti nel processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.

© Riproduzione Riservata
Tag:

Blog

di Renzo Botindari

Avessimo almeno cercato un cambiamento

L’olio galleggia sull’acqua, ma poi strapazzare il contenitore, spargere in goccioline questo liquido più leggero dell’acqua, ma appena terminato lo stress le varie goccioline convergono nel centro riunificandosi e creando una unica chiazza galleggiante.

Se sei donna

di Mila Spicola

Tre donne siciliane che hanno fatto la Storia

Conosciamo in tanti la storia di Franca Viola, di Alcamo, che nel 1968, appena diciottenne, sostenuta dalla sua famiglia, rifiutò un matrimonio riparatore, diventando un simbolo della crescita civile dell'Italia nel secondo dopoguerra e dell'emancipazione delle donne italiane.

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Remake e Reboot: un fenomeno in crescita

Non è certo un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni con l'avvento delle piattaforme streaming e il conseguente aumento della produzione di serie tv, i remake e i reboot ( in italiano rifacimento e riavvio) sono diventati molto frequenti. La differenza tra i due termini è sostanziale:

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Vota e fai votare…. ma pensa con la tua testa

Vi ricordate quando, parliamo anni 60 e 70 , durante il periodo elettorale,  passavano per i quartieri le vecchie Fiat 600 con il megafono montato nel portabagagli sul tetto e gridavano con voce decisa, vota e fai votare Pinuccio Tal dei tali, per il tuo futuro , per il futuro dei tuoi figli, per il lavoro

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.