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Palermo

il prossimo 3 ottobre

Trattativa Stato-mafia: parla Brusca. Convocati al processo Di Pietro e Berlusconi

12 Settembre 2019

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e l’ex pm di Mani pulite Antonio di Pietro saranno sentiti come testimoni nell’aula bunker di Palermo nel processo d’appello per la presunta trattativa Stato-mafia.

È stato comunicato nell’udienza di oggi dal presidente della Corte d’assise d’appello Angelo Pellino che ha confermato la data del prossimo 3 ottobre per le deposizioni. La Corte lo scorso 22 luglio aveva ammesso la richiesta dei legali di Marcello Dell’Utri di ascoltare l’ex premier. Il 24 ottobre dovrebbero testimoniare l’ex procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli e l’ex presidente della commissione parlamentare antimafia Luciano Violante. Nel processo sono imputati di minaccia al corpo politico dello Stato, oltre a Dell’Utri, gli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, il pentito Giovanni Brusca, Massimo Ciancimino e i boss Leoluca Bagarella e Antonio Cinà.

Oggi nel processo hanno deposto i collaboratori di Giustizia Giovanni Brusca e Gioacchino La Barbera in videoconferenza.

Calogero Mannino
Calogero Mannino

I due sono stati anche messi a confronto sul presunto progetto di uccisione dell’ex ministro Calogero Mannino: su quando doveva essere messo a segno l’attentato Brusca e La Barbera non sono d’accordo. Brusca ha anche detto che dopo la sentenza del maxiprocesso i boss di Cosa nostra avevano intenzione di “uccidere Falcone e Borsellino ma anche politici come Martelli, Vizzini e Mannino”.

Lo scorso luglio, confermando la sentenza di primo grado, la Corte d’appello di Palermo aveva assolto l’ex ministro Mannino dall’accusa di minaccia a Corpo politico dello Stato. Era imputato nel processo stralcio sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.

In primo grado, nel processo che si sta svolgendo a Palermo, gli ex vertici del Ros Mario Mori e Antonio Subranni erano stati condannati a 12 anni di carcere. Stessa pena per l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri; a 28 anni sempre per minaccia a corpo politico dello Stato, era stato condannato il capo mafia Leoluca Bagarella. Dodici anni di carcere anche al boss Antonino Cinà. L’ex ufficiale del Ros Giuseppe De Donno era stato condannato a 8 anni. Massimo Ciancimino, accusato di concorso in associazione mafiosa e calunnia dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, aveva avuto 8 anni di carcere. La Corte aveva assolto dall’accusa di falsa testimonianza l’ex ministro Nicola Mancino. L’assoluzione non è stata impugnata quindi è definitiva.

 

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