Troppe chiusure alla piscina comunale di Palermo, il consigliere FIN Coglitore scrive al Comune :ilSicilia.it
Palermo

LE PAROLE DEL RAPPRESENTANTE FEDERALE

Troppe chiusure alla piscina comunale di Palermo, il consigliere FIN Coglitore scrive al Comune

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21 Ottobre 2020

Continuano i disagi per gli utenti della Piscina Comunale di Palermo.

L’impianto di Viale del Fante rappresenta un riferimento imprescindibile per coloro i quali praticano nuoto. Una struttura che in questi giorni legati inevitabilmente all’emergenza coronavirus, ha vissuto però aperture ad intermittenza.

Oggi la struttura ha riaperto nuovamente al pubblico, dopo la chiusura prolungata per via di alcune positività al Covid riscontrate la settimana scorsa. Ma ciò non toglie il fatto che l’impianto ha subito nell’ultimo periodo tanti stop.

A tal proposito, è di queste ore una lettera inviata dal Consigliere Regionale della Federazione Italiana Nuoto e Presidente della Waterpolo Palermo Antonio Coglitore. Una missiva pubblicata sulle colonne di SportWebSicilia ed indirizzata al sindaco e agli altri stakeholder di riferimento.

LA LETTERA

Antonio Coglitore

Tre settimane di chiusura in un mese sono troppe. La situazione è divenuta inaccettabile e gravissima. In media nella scuole di Palermo – continua Coglitore – sono stati riscontrati decine e decine di casi (almeno 100 volte in più di quelli riscontrati in piscina comunale) e nessuna scuola oggi è chiusa e non lo è stata mai se non per poche ore“.

Sembrerebbe che il virus abbia un approccio diverso nei rapporti con l’ASP o con chi di competenza. Lo sport è vita e una città come Palermo con 1 milione di abitanti non ne può fare a meno. Tutte le società sportive hanno fatto sforzi enormi per rasserenare i propri associati, per aggiornare i propri processi ai giusti protocolli e gli addetti si sono autoridotti i compensi con sacrifici inimmaginabili“.

IL FOCUS SUI FRUITORI DELLA PISCINA

Così però il mondo ci crolla addosso. Vorrei ricordare, inoltre, che in piscina comunale lavorano circa 150 addetti che vivono di questo e che oggi non sono in grado di pagare gli affitti, i mutui e le spese quotidiane; ogni giorno centinaia e centinaia di utenti agonisti e amanti frequentano l’impianto alla ricerca di un po’ di normalità, e l’impossibilità di fare sport per molti giovani li spinge a riversarsi per le strade ed in posti affollati per socializzare e provare ad avere una vita, determinando un peggioramento dei rischi di contagio. I protocolli sono ormai rigidi ed applicati da tutti con estremo rigore“.

Credo che lo sport meriti la giusta attenzione, oggi vale il 3% del Pil in Italia conta oltre 500.000 addetti (escludendo il calcio) e chi fa sport in modo sano, consente agli Enti Regionali di avere un enorme risparmio sul bilancio sanità ed ancor di più si potrebbe fare. Lo sport sotto il profilo sociale ed economico vale tanto quanto la scuola ed integra la formazione dei giovani con efficacia trasferendo felicità e voglia di vivere”.

PROBLEMI STRUTTURALI

Le difficoltà connesse alla fruibilità dell’impianto riguardano però riguardano anche problematiche strutturali.

Tra queste, la realizzazione del “Pontone“. Una struttura fortemente richiesta dagli utilizzatori della piscina e per la quale si è pure formato un Comitato Cittadino. Ciò permetterebbe infatti l’utilizzo di metà della vasca e quindi di svolgere le attività agonistiche per le gare sulla lunghezza dei 25 metri. Ciò eviterebbe ad atleti e famiglie lunghe trasferte in altre province.

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