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Catania

Uno degli incidenti sotto 'inchiesta' è stato liquidato con un premio assicurativo di 100mila euro.

“Truffavano con le polizze assicurative”. A Catania chiesto il giudizio per 77 persone

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2 Gennaio 2017

Chiesto il rinvio a giudizio per una serie di truffe alle assicurazioni per 77 persone. La richiesta giunge dalla Procura di Catania e scaturisce da un indagine della locale Squadra Mobile. E’ uno stralcio dell’operazione ‘Nuovo Corso’ dell’8 maggio del 2012 contro il clan dei Cursoti di cui faceva parte Antonino Arena, 46 anni, al quale il 15 aprile 2013 sono state sequestrati beni mobili e immobili, e oggi accusato di essere a capo del gruppo che organizzava le truffe. Il gruppo si avvaleva di informazioni al pronto soccorso e manomettendo il sistema informatico rilasciava certificati medici falsificati per traumi inesistenti.

L’accusa è di associazione per delinquere, frodi assicurative, falsa testimonianza, accesso abusivo a sistema informatico e falso. Tra loro anche un medico ortopedico, un medico legale, due infermieri professionali, un assistente socio-sanitario, un fisioterapista, un consulente assicurativo e due avvocati. Lo ‘schema’ tipo di falso sinistro, ricostruito dalla polizia di Stato, prevedeva il coinvolgimento di un danneggiato fisico – che poteva o meno coincidere con il proprietario del mezzo danneggiato – un responsabile dell’incidente (assicurato) ed un testimone. La Squadra Mobile, durante le indagini, ha accertato che alcune ‘vittime’ di incidenti stradali che avrebbero dovuto avere la gamba ingessata per una frattura riportata nello scontro circolavano tranquillamente per le strade del centro a bordo di motociclo senza alcun presidio ortopedico.

Per un motociclista che aveva riportato fratture multiple per avere evitato un cane è bastato modificare il referto, corretto, del personale dell’ambulanza intervenuto sul posto da “moto-cane” in “moto-auto”. Uno degli incidenti sotto ‘inchiesta’ è stato liquidato con un premio assicurativo di 100mila euro. Le indagini della squadra mobile, coordinate dalla Procura di Catania, si sono avvalse della collaborazione delle compagnie assicurative che hanno presentato querele per truffa.

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