Turismo in Sicilia in profonda crisi. La beffa dei viaggi all'estero :ilSicilia.it

"un paradosso che mortifica il sistema turistico"

Turismo in Sicilia in profonda crisi. La beffa dei viaggi all’estero

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30 Marzo 2021

Il Ministero dell’Interno, attraverso una nota, ha fatto sapere che sarà possibile effettuare viaggi all’estero per turismo. Per cui, sarà possibile raggiungere gli aeroporti, nonostante sia in vigore il nuovo Dpcm, valido fino al 30 aprile, che vieta gli spostamenti tra le Regioni e in alcuni casi, come in Liguria, anche all’interno delle stesse. Il presidente Federalberghi, Bernabò Bocca, ha espresso tutto il suo disappunto, convinto che si tratti di un provvedimento piuttosto incoerente.

E secondo una stima di Coldiretti il 32% degli italiani, quindi uno su tre, avrebbe avuto in programma, per il periodo pasquale, di fare un viaggio o una gita fuori porta ma che avrebbe rinunciato a causa dei provvedimenti restrittivi in atto.

La Sicilia in particolare, che è una Regione vocata al turismo, per ricchezze culturali, artistiche, archeologiche, enogastronomiche e paesaggistiche, invece si ritrova a fare i conti con un comparto turistico in profonda emergenza, che inizia ad avere sempre meno fiducia per il futuro, data la mancanza di una pianificazione strategica seria e condivisa da parte della politica e delle istituzioni, soprattutto nazionali.

Infatti, chiedendo all’Assessore al Turismo del Comune di Agrigento, Francesco Picarella, cosa ne pensi di una situazione certamente confusa, visto che si può andare ad Atene ma non è possibile spostarsi da Palermo ad Agrigento per turismo, ha risposto che “non c’è un’idea, è quello il problema. Le poche azioni sono confuse e per certi versi anche fuori luogo. Naturalmente noi ci auguriamo di ripartire nel più breve tempo possibile. Se da un lato si dà agli italiani la possibilità di potersi spostare, di andare all’estero e poi di contro con il nuovo Dpcm […] non è consentito lo spostamento tra le Regioni, vuol dire che c’è una grande confusione. Un paradosso all’italiana che […] mortifica il sistema turistico locale, soprattutto quello della ricettività, che da novembre è fermo ed è assolutamente congelato”.

Un controsenso – prosegue l’Assessore – che ci auguriamo possa essere oggetto di analisi e quindi di riflessione per emanare delle norme e dei provvedimenti che abbiano il carattere del buon senso. Non possiamo accettare che in Italia ci sia il divieto di spostamento e poi si possa dare la possibilità di uscire fuori quando noi non possiamo accogliere neppure i nostri turisti. Ovviamente il problema sanitario è quello che dobbiamo tenere maggiormente in attenzione, però, allo stesso tempo, dobbiamo anche analizzare le ricadute economiche sul territorio. Ricordiamo che il turismo genera più del 13% del Pil nazionale. Quindi dobbiamo far ripartire questa economia nel più breve tempo possibile.”

Invece, sugli aiuti economici arrivati dal Governo, Picarella sottolinea che “Ci sono sicuramente delle insufficienze perché la pandemia nel sistema turistico nazionale ha generato più del 70% di perdite. […] Purtroppo gli aiuti non sono sufficienti. Il decreto Sostegni sicuramente è stato un piccolo incentivo ma non può essere bastevole per tutte le perdite che le imprese hanno subito e soprattutto i nostri lavoratori che da mesi non lavorano, non hanno stipendi”.

Per il futuro l’Assessore ha auspicato una “maggiore attenzione per questo comparto che è fondamentale per l’economia nazionale e valorizzazione di quelle imprese che in questo momento, anche se in difficoltà, stanno continuando a mantenere l’occupazione perché proprio da queste economie ci può essere la rinascita dell’Italia turistica”.

Invece il presidente di “Noi albergatori Siracusa“, Giuseppe Rosano, ha esternato una certa delusione per l’azione, finora mostrata, dal  Ministero del Turismo. “Noi ci auguravamo – ha dichiarato Rosano – che con l’avvento del Ministero del Turismo, quindi di una persona che si occupi effettivamente della materia, cambiasse qualche cosa. Adesso quello che cambia, cambia in peggio. Non c’è assolutamente né strategia, né tattica, c’è solo incompetenza, e forse la cosa più grave, non c’è nemmeno attenzione nei confronti di albergatori e ristoratori. […] Ormai siamo tutti quanti stanchi di ricevere bonus sostegno, noi vogliamo riprendere a lavorare e basta, non chiediamo altro”.

E poi il presidente di “Noi albergatori Siracusa” ha amaramente rimarcato che “In Germania partiranno in questi giorni centinaia di voli per la Spagna. A Maiorca non sanno più dove metterla la gente”. Qualcosa, insomma, che suona come una beffa. Mentre gli albergatori di Maiorca fanno affari, in Sicilia si potrà fare poco o nulla. L’incoerenza è sovrana e la disomogeneità dei provvedimenti manifesta una mancanza evidente di progettualità per il futuro.

Rosano prosegue, infatti, dichiarando che “ho chiesto a Musumeci che sarà lui a spiegare ai lavoratori, soprattutto agli stagionali che continuano a bussare tutti i giorni alle nostre porte perché vogliono incominciare a lavorare. Questa gente rischia per il secondo anno di rimanere totalmente disoccupati. Come pure i dipendenti che sono a contratto a tempo determinato che in questo momento sono in cassa integrazione. […] Noi speravamo che con il Ministero del Turismo cambiasse qualcosa ma è cambiato in peggio“.

Rosano, rispetto all’Assessore Picarella, si è mostrato ancora più critico nei confronti dei sostegni economici elargiti agli operatori del settore turistico sostenendo che “sono veramente delle miserie. Aziende alberghiere che hanno, per esempio, 100 camere vengono ristorati 9/10 mila euro in un anno, non mi sembra si possa parlare di sostegno. Questa è una presa per il culo. Noi vogliamo uscire fuori da questa elemosina

In conclusione, per il futuro Rosano ha fatto presente che “Nel momento in cui si riparte noi non vogliamo fermarci. Tant’è vero che qui a Siracusa abbiamo in mente, se non si riparte, di fare una protesta. Apriamo noi le aziende, ristoranti e alberghi. […] uno sciopero alla rovescia […] se ci sono queste disattenzioni o questa incompetenza, noi non possiamo più correre a presso a questa gente“.

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