“Si tratta di un passo decisivo per allineare la nostra carta costituzionale a quella di quasi tutti gli Stati europei”, hanno scritto in una nota gli esponenti M5s in Senato, “ma soprattutto si tratta di un tassello fondamentale nel grande puzzle che compone la transizione ecologica e solidale. Siamo molto soddisfatti e fieri del lavoro svolto sin qui. Adesso l’obiettivo è quello di calendarizzare al più presto questa riforma per l’aula, affinché si possa procedere in maniera più spedita possibile all’approvazione definitiva di questa riforma, che farà dell’ecologia, della tutela della biodiversità e degli ecosistemi il pilastro di ogni strategia per lo sviluppo ed il progresso del Paese”.

Soddisfatto anche il segretario Pd Enrico Letta: “Un grande risultato. Avanti ora più rapidamente possibile con gli altri passaggi”, ha scritto su Twitter.

“L’auspicio è che questo metodo di lavoro, improntato al dialogo senza barricate ed estremismi, possa ripetersi perché permette di fare sintesi e lavorare nell’interesse del Paese”, hanno scritto in una nota i senatori leghisti in commissione Affari Costituzionali.

All’articolo 9 viene enunciato infatti che la Repubblica italiana ‘tutela l’Ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni’ e che ‘La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali – spiega il capogruppo di Leu in Senato Loredana De Petris –. Sino ad oggi era stata principalmente la Corte costituzionale, attraverso un’interpretazione estensiva di alcuni articoli, a ricostruire il diritto all’Ambiente come connesso alla protezione della salute (art. 32) o del paesaggio (art. 9): per i nostri padri costituenti era infatti impossibile prevedere la centralità che la questione ambientale avrebbe assunto nei ultimi decenni, con la conseguente necessità di assorbire a livello costituzionale ciò che l’evoluzione culturale della società richiedeva a gran voce”.

L’Oipa