U Pisci d'ovu: un piatto povero, ricco di bontà | LA RICETTA :ilSicilia.it

La tradizione a tavola

U Pisci d’ovu: un piatto povero, ricco di bontà | LA RICETTA

26 Marzo 2020

La tradizione culinaria siciliana stupisce non solo per la varietà, ma anche per la sua giocosità nella scelta dei nomi che, spesso, sono dei veri e propri trompe-l’oeil in cucina, come il piatto di “u pisci d’ovu“, protagonista assoluto del nostro articolo. Fa sorridere come mentre dicendo “uova di pesce” si pensi immediatamente a  quelle di storione, costose e pregiate, con “u pisci d’ovu”, invece, a delle “muffulette” di uovo e pangrattato, c’è chi le chiama così, appartenenti alla cucina povera e di cui vi daremo la ricetta.

U pisci d’ovu
Su queste appetitose frittatine aleggia una storia, d’altronde nella nostra amata Sicilia tutto lo è o qualsiasi cosa la ha, che noi abbiamo romanzato. Immaginatevi di trovarvi nel porticciolo dell’incantevole Aci Trezza, pescatori tra i pescatori, in compagnia di Padron Ntoni, il patriarca della famiglia Malavoglia che, come ci racconta Giovanni Verga, era disposta come le dita della mano: prima veniva lui, il dito grosso, che comandava, poi suo figlio Bastianazzo,  la Longa, e, infine, i nipoti in ordine di anzianità, tornare all’alba a mani vuote. Adesso, cercate di sentirne i pensieri, la delusione, la stanchezza nell’aver sprecato una “nuttata“, il senso di colpa per non aver portato nulla da metter mettere a tavola. Osservatene il volto segnato, gli occhi tristi.

U pisci d'ovu

Ora, cambiando prospettiva, mettetevi nei panni delle donne, mentre aspettano l’uomo di famiglia, con sorrisi di speranza che si spengono nel vederlo col volto scuro e contrito, ma che, al suo dire: “oggi pisci d’ovu”, invece di rabbuiarsi, per alleggerire la pesantezza del suo animo,  rispondere: “Viva patruzzo, manciamu ova“. Ed ecco che, improvvisamente, quelle parole cancellano nel capofamiglia quell’immagine in cui: “il mare gli brontolava la solita storia lì sotto, in mezzo ai fariglioni, perchè il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di quà e di là dove nasce e muore il sole, anzi ad Aci Trezza ha un modo tutto suo di brontolare, e si riconosce subito al gorgogliare che fa tra quegli scogli nei quali si rompe, e par la voce di un amico“.

Abbiamo voluto immaginare i Malavoglia sì vinti, perché rappresentanti un mondo che sta scomparendo, ma speranzosi,  come se avessero visto la “Provvidenza“, da immanente, farsi trascendente.  E, adesso, andiam andiam andiam a cucinar.

Ingredienti:

  • 4 Uova
  • 100 g pangrattato
  • prezzemolo
  • menta
  • cipolla
  • 100 g pecorino grattugiato
  • olio per friggere
  • sale q.b.

Procedimento:

Il procedimento è quello delle polpette di carne, ma andiamo nel dettaglio

1. In una ciotola battete le uova, aggiungete sale, pangrattato, pecorino grattugiato, prezzemolo, menta e cipolla, tritati finemente, finché l’impasto abbia la giusta consistenza per poter essere fritto.

2. In una padella, in abbondante olio bollente, aiutandovi con un cucchiaio, per prendere il composto, e una forchetta per spingerlo in padella, formate dei pisciteddi.

3. Appena saranno dorati, girateli e metteteli in un piatto con carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

I vostri “pisci d’ovu” sono pronti e il pranzo, oltre che scritto, è già mangiato.

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