Ucciso in pieno giorno fra i banchi della frutta. Omicidio a Palermo, fermato il cugino di un boss :ilSicilia.it
Palermo

Il delitto in pieno giorno a pochi passi dal Tribunale

Ucciso in pieno giorno fra i banchi della frutta. Omicidio a Palermo, fermato il cugino di un boss

26 Agosto 2017
i carabinieri sul luogo dell'omicidio a Porta Carini, a Palermo, dove è stato ucciso Andrea Cusimano, 30 anni, commerciante di frutta e verdura
i carabinieri sul luogo dell'omicidio a Porta Carini, a Palermo, dove è stato ucciso Andrea Cusimano, 30 anni, commerciante di frutta e verdura
i carabinieri sul luogo dell'omicidio a Porta Carini, a Palermo, dove è stato ucciso Andrea Cusimano, 30 anni, commerciante di frutta e verdura
i carabinieri sul luogo dell'omicidio a Porta Carini, a Palermo, dove è stato ucciso Andrea Cusimano, 30 anni, commerciante di frutta e verdura
i carabinieri sul luogo dell'omicidio a Porta Carini, a Palermo, dove è stato ucciso Andrea Cusimano, 30 anni, commerciante di frutta e verdura

Un uomo di 30 anni, Andrea Cusimano, pluripregiudicato, è stato assassinato nel mercato del Capo, uno dei mercati storici di Palermo, a pochi metri dal Palazzo di Giustizia. La vittima, che faceva il commerciante di frutta e verdura, è stata uccisa con alcuni colpi di arma da fuoco. La sparatoria è avvenuta nei pressi di Porta Carini, all’ingresso del mercato del Capo, tra le bancarelle che affollano la zona. Le modalità del delitto fanno ipotizzare la matrice mafiosa.

L’uomo, poco prima della sparatoria avrebbe avuto una lite. È stato portato dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale Civico. È morto poco dopo l’arrivo. Fatale la ferita al torace provocata da uno dei colpi sparati. Secondo le prime ricostruzioni, Cusimano stamattina avrebbe avuto una discussione accesa con alcune persone che sarebbe stata poi sedata dai carabinieri. Si sospetta che il delitto sia collegato alla lite. Al momento della sparatoria il mercato stava cominciando ad animarsi.

L’arrestato per il delitto

L’indagine è condotta dai carabinieri, che hanno già fermato per l’omicidio, Calogero Lo Presti, 23 anni, cugino del boss di Porta Nuova, Tommaso Lo Presti. I militari lo hanno bloccato mentre tentava di fuggire.

Secondo le prime ricostruzioni, la vittima, che aveva una bancarella di frutta prima di Porta Carini, è stato affiancato da due uomini, uno dei quali Lo Presti, a bordo di una Smart. Lo Presti è sceso è ha iniziato a sparare a Cusimano, che è fuggito dentro al mercato. Il killer l’ha inseguito sparandogli più volte fin quando l’ha visto cadere. Tracce di sangue sono ancora visibili a terra. Lo Presti è poi tornato in auto. Nel frattempo, prima che il complice potesse allontanarsi dalla zona, sono arrivati due carabinieri. Uno dei militari ha costretto l’assassino a scendere dalla macchina, nella colluttazione il carabiniere è rimasto lievemente ferito. Il complice ha lasciato la Smart ed è riuscito a fuggire a piedi. Gli investigatori lo stanno cercando. Si sono alzati in volo degli elicotteri per perlustrare la zona.

Nel luogo dell’omicidio i carabinieri hanno trovato un revolver calibro 8 di marca francese, che potrebbe essere l’arma del delitto. Calogero Lo Presti, che avrebbe sparato diversi colpi d’arma da fuoco contro il fruttivendolo Andrea Cusimano, inseguito tra le bancarelle, si sarebbe disfatto della pistola e tentato di fuggire a bordo della Smart che lo attendeva a Porta Carini; ma due carabinieri l’hanno bloccato e tirato fuori dall’auto con forza.

 

Appena 3 mesi fa, alla vigilia del 25° anniversario della strage di Capaci, la mafia uccideva in pieno giorno il boss Giuseppe Dainotti, in via D’Ossuna, nel quartiere Zisa. Non lontano dal Tribunale.

– Aggiornamento 17.22 –

Il mercato del Capo è all’interno del ‘mandamento’ di una delle famiglie più importanti della mafia. E’ sempre un luogo costantemente osservato e controllato dalle forze dell’ordine. Questa mattina c’è stata una sparatoria e i carabinieri sono riusciti a bloccare il responsabile. Ora è in caserma. Si sta cercando di chiarire la dinamica e ilmovente dell’omicidio” ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri, Antonio Di Stasio.

La risposta in un luogo importante è stata efficace e puntuale, questo è importante per la civile convivenza e per gli stessi cittadini. Stiamo lavorando per cercare di comprendere se ci siano legami con l’omicidio di Giuseppe Dainotti avvenuto in via D’Ossuna, ma credo che sia ancora presto per dirlo” ha aggiunto

 

LEGGI ANCHE:

Lo Voi, “La mafia torna a uccidere in modo simbolico”

© Riproduzione Riservata
Tag:
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.