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Palermo

il progetto made in Sicily

Un videogioco con enigmi e misteri che entrano nel Palazzo Reale a Palermo CLICCA E GUARDA IL VIDEO

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19 Ottobre 2021

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Prende vita il primo videogame in realtà virtuale che nasce in Sicilia e ambientato a Palazzo dei Normanni: si tratta “Anna Belfiore – L’Intreccio dei qanat”. Un gioco didattico ed emozionante in cui cultura, intrattenimento e innovazione tecnologica creano un unicum eccezionale, alla scoperta degli scrigni reali, che fotografa una testimonianza ricca di misteri. Il videogioco propone già nel titolo un riferimento ai qanat, il sistema idraulico di epoca araba che utilizzava cunicoli sotterranei.

Un progetto “Made in Sicily” nel segno della promozione e della conoscenza di uno dei siti museali più importanti e visitati al mondo, presentato in conferenza stampa tenutasi in Sala Pio La Torre alla presenza del Presidente dell’Assemblea regionale siciliana e della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccichè, del direttore generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso e dell’amministratore delegato della D-Service Italia, Arduino Leone, che ha realizzato il videogioco.

Il videogioco è, infatti, il frutto di una partnership tra la Fondazione Federico II e l’azienda siciliana, specializzata nel settore della realtà virtuale e aumentata. Il gioco è la rappresentazione di un viaggio, di un giallo: un’avventura tra enigmi e insidie che si snoda all’interno delle stanze di Palazzo Reale e che vede come protagonista l’antropologa Anna Belfiore che si ritrova a viaggiare tra i vari scorci temporali e a confrontarsi con gli spettri e le creature di altre dimensioni, imparando molto anche sul suo passato.

Palazzo Reale è una meraviglia che non finisce mai di stupire. Con la Fondazione Federico II siamo riusciti in tre anni a rendere fruibili spazi, prima inaccessibili al pubblico, attraverso una ricerca continua e una progettualità sempre viva. Con questo videogame – dichiara Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars – sarà l’utente in prima persona a esplorare virtualmente lo spazio. Un modo per avvicinare le nuove generazioni alla storia del Palazzo e ai suoi contenuti culturali. Non un punto di arrivo, ma l’inizio di un viaggio alla scoperta. Si tratta di un serious game, -conclude Miccichè –  ossia di un gioco che spinge l’utente ad accrescere la propria cultura, a stimolare l’apprendimento didattico, quindi non è un gioco fine a se stesso”.

Dunque, parliamo di un gioco che funge da pungolo per il desiderio di conoscenza, di approfondimento utile approccio per risolvere i misteri che lo stesso videogame propone. Il Palazzo non è riprodotto in modo didascalico, ma si crea terreno fertile per la creatività. Ecco che l’originalità del prodotto ha aperto sin da subito la strada per una collaborazione fattiva, consolidatasi attraverso uno scambio di informazioni e di materiale documentale che ha reso possibile concretizzare questo progetto. Lo ha spiegato bene Patrizia Monterosso “La Fondazione Federico II tiene in considerazione anche i linguaggi contemporanei per narrare Palazzo Reale, come leva per suscitare curiosità conoscitiva su uno degli attrattori culturali della nostra Isola. In questo caso, il videogioco diviene stimolo per approfondire la conoscenza e per risolvere enigmi e per conoscere legende e narrazioni della nostra tradizione. Il gioco elettronico non sostituisce i libri, i documentari – ha precisato il direttore generale della Fondazione Federico II – , ma contribuisce a suscitare l’interesse per la storia. L’arte e la cultura non sono confinati dentro le mura di Palazzo Reale, ma si esprimono sotto forma di un’avventura coinvolgente ricca di enigmi e misteri e calate in luoghi suggestivi ricchi di storia e di bellezza”.

“Anna Belfiore – L’Intreccio dei qanat” è studiato per Oculus Quest 2, HTC VIVE e Oculus Rift è una versione preliminare e verrà distribuita online su Oculus Store e Steam e al bookshop di Palazzo dei Normanni. Il titolo vuole essere il primo di una serie di giochi ambientati nel territorio siculo.

La  D-Service Italia è una giovane start-up, nata nel 2012, nel settore ICT e nelle new technologies, all’avanguardia nell’impiegare tutte le tecnologie disponibili sul mercato e ad inventarne di nuove. Nel 2018 la start-up si trasforma in azienda. Nel 2019 l’azienda apre uno studio interno, “Alpha0mega42”, specializzato nello sviluppo di giochi per dispositivi di telefonia mobile e per la realtà virtuale e aumentata.

Tra i nostri obiettivi – sottolinea l’a.d. della D-Service Italia, Arduino Leone – c ‘è quello di raccontare i beni culturali e le destinazioni turistiche attraverso soluzioni tecnologiche moderne ed altamente avanzate coma la realtà aumentata e la realtà virtuale. Condividere il patrimonio artistico e monumentale della nostra Sicilia attraverso un videogame in realtà virtuale è una logica nuova e dinamica: questa è la nostra mission. Anna Belfiore è un progetto della D-Service Italia che punta ad ampliare la riconoscibilità del brand Palazzo Reale attraverso un ‘esperienza videoludica. La Fondazione Federico Il ha sin da subito accolto l’idea-chiave di questo nostro approccio e ha costruito un modello di collaborazione che può diventare una best practice “.

In questi mesi è partita una campagna di comunicazione del videogame: sono state attivate le pagine social ed un sito internet per interagire con gli amanti del settore. Enigmi e premi, esplorazioni delle ambientazioni del gioco, demo del gioco in anteprima. Ed ancora podcast e webinar per stuzzicare la curiosità dei video gamers. Trama, atmosfere, personaggi e narrazione, contesti realistici. Suoni e colonna sonora originale.

Un ‘antropologa Anna Belfiore (nome di fantasia), un Palazzo, una novella ricca di enigmi e segreti da svelare sono le fondamenta di questo gioco.
Con una trama accattivante la protagonista vivrà un viaggi o – avventura immaginario e immaginifico attraverso leggende, cultura popolare, ricordi onirici e luoghi dal fascino secolare. Le scene sono ambientate a Palazzo Reale. La protagonista si ritrova a viaggiare tra i ricordi confusi di entità che tramano nell’ombra. Un gioco didattico ma anche emozionante, dall’alto impatto sensoriale. La logica e il ragionamento sono i protagonisti assoluti in un susseguirsi di indizi da scovare, enigmi da risolvere recuperando dati storici e artistici da riscoprire ed utilizzare per realizzare ulteriori step del gioco.

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