14 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 18.15

La situazione dopo le amministrative

Un voto in chiaroscuro per la Sicilia che si astiene. Si ferma la valanga ‘grillina’. Governo Musumeci indenne

11 Giugno 2018

La Sicilia, dove metà della gente è rimasta a casa, ha scelto i suoi sindaci. Finisce l’era Bianco a Catania, ballottaggio a Messina, mentre Trapani ha un nuovo primo cittadino, Giacomo Tranchida. Questi i verdetti della notte. Anche a Siracusa sarà necessario il ritorno al voto, tra due settimane per scegliere tra Paolo Reale del centrodestra e Francesco Italia, espressione di aggregazioni civiche.

Salvo Pogliese, big del centrodestra, ha fatto il pienone nella città etnea e costituisce la punta avanzata della voglia di rilancio della coalizione nell’isola. Una vittoria annunciata, cercata e voluta dall’ex vicepresidente dell’Ars e oggi europarlamentare, che viene dal mondo di Alleanza Nazionale. Main sponsor di Pogliese l’assessore regionale di FI Marco Falcone che segna un importante punto nella scacchiera dei rapporti di forza tra gli azzurri in Sicilia.

È Cateno De Luca però il nome forte del primo turno del voto a Messina. Il parlamentare regionale piomba sulle possibilità di vittoria di Dino Bramanti e incombe al ballottaggio dove si giocherà importanti chances. Unico ballottaggio nelle prime cinque città della Sicilia al voto per i 5stelle a Ragusa, dove non si è candidato l’uscente grillino Federico Piccitto, con Antonio Tringali. Troverà l’avvocato ragusano e vecchia gloria del basket siciliano Beppe Cassì.

Nessuno dei sindaci che hanno governato negli ultimi cinque anni tornerà al suo posto. Finisce a Messina l’esperienza di Renato Accorinti, mentre il Pd non esce dalla cappa negativa di risultati che dopo le regionali è proseguita con il voto delle Politiche, anche se bisognerà attendere i dati definitivi in tutti i centri siciliani per capire, oltre alla tendenza generale consolidata, la consistenza del radicamento.

La coalizione che supporta il governo regionale regge l’impatto del voto. In una terra dove amministrare gli enti locali diventa quasi proibitivo per le difficoltà economiche, finanziaria e di gestione, si attende di capire anche l’impatto del nuovo governo nazionale, i cui riflessi sul voto di ieri sono ancora parziali.

Altro dato che viene confermato dalle amministrative il minore impatto rispetto ai dati delle Politiche della valanga ‘grillina’. Nei territori le aggregazioni civiche e politiche spesso hanno finito col prevalere. Il voto dei 5stelle tuttavia si conferma come una costante numericamente ‘pesante’ in tutta l’isola.

Si è fermato al 56,44% il dato percentuale dell’affluenza in Sicilia, con un calo generalizzato rispetto alle Amministrative di cinque anni fa. Nei 137 comuni chiamati ad esprimersi per sindaci e consigli comunali sono andati nei seggi 927.538 persone pari appunto al 56,44% degli aventi diritto che sono 1.643.135. Alle Comunali di cinque anni fa a fine giornata aveva votato il 47,64%, ma si votava anche lunedì.

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