3 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 16.44

Ai domiciliari l'ex presidente Ars Cascio (Forza Italia)

Loggia segreta a Castelvetrano, arrestati politici e colletti bianchi

21 Marzo 2019

A Castelvetrano sarebbe stata attiva una loggia segreta, della quale avrebbero fatto parte politici, amministratori e colletti bianchi: un’organizzazione volta a decidere nomine e finanziamenti regionali, ma anche notizie riservate su indagini in corso. Stamattina all’alba è scattato il blitz dei carabinieri: 27 persone sono state arrestate mentre una decina sono indagate a piede libero.

Fra i nomi di coloro che sono finiti agli arresti domiciliari, spicca quello dell’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio (Forza Italia), finito ai domiciliari, ma anche l’ex parlamentare regionale Giovanni Lo Sciuto, (pure lui di Forza Italia) che sarebbe stato a capo dell’associazione segreta. Ai domiciliari anche l’ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante e il candidato sindaco Luciano Perricone.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore Alfredo Morvillo, dall’aggiunto Maurizio Agnello e dai sostituti Sara Morri, Andrea Tarondo e Francesca Urbani. Al centro c’è la figura di Lo Sciuto, in passato accusato di avere favorito la latitanza di Matteo Messina Denaro, ma poi scagionato.

Cascio, 55 anni, dipendente dell’Asp di Palermo, esponente di primo piano di Forza Italia, ha ricoperto la carica di presidente del Parlamento siciliano dal 2008 al 2012; è stato anche deputato nazionale nel ’94 e nel ’96. Il politico siciliano era stato anche coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio nelle elezioni regionali del 2012. Nell’ottobre del 2016 era stato condannato in primo piano dal Gup di Palermo, con il rito abbreviato, a due anni e 8 mesi e sospeso dall’Ars per effetto della Legge Severino. Nel dicembre di due anni fa era stato assolto e riabilitato. Cascio è accusato di avere favorito il gruppo segreto messo in piedi da Lo Sciuto. 

Coinvolti e finiti in cella anche Giuseppe Berlino (ex consigliere comunale di Castelvetrano) e il commercialista Gaspare Magro, mentre il vicesindaco di Castelvetrano Vincenzo Chiofalo è stato posto ai domiciliari. Fra gli arrestati il presidente dell’Anfe Paolo Genco. In manette sono finiti anche tre agenti di polizia.

Fra gli indagati c’è anche l’assessore regionale alla Formazione e all’Istruzione Roberto Lagalla, al quale viene contestato il reato di abuso d’ufficio. Secondo gli investigatori, Lo Sciuto avrebbe corrotto con regali e altri favori Rosario Orlando (già responsabile del Centro Medico Legale dell’ Inps, fino al maggio 2016, poi collaboratore esterno dello steso ente quale “medico rappresentante di categoria in seno alle commissioni invalidità civili” e ottenuto l’intercessione con l’ex Rettore Lagalla, per l’aggiudicazione di una borsa di studio presso l’università di Palermo a favore della figlia. Da Orlando, l’ex deputato regionale avrebbe ottenuto la concessione di pensioni di invalidità, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge.

Sono circa 70 i casi di pensioni di invalidità, attualmente al vaglio degli inquirenti, concesse a cittadini che sarebbero stati “sponsorizzati” da Lo Sciuto. L’ex deputato regionale avrebbe goduto inoltre del rapporto privilegiato con il presidente dell’ente di formazione professionale Anfe (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati), Paolo Genco, anch’egli arrestato, con il quale avrebbe creato “uno stabile accordo corruttivo”.

Lo Sciuto sarebbe riuscito infatti ad ottenere assunzioni per persone da lui segnalate oltre che appoggio elettorale e anche finanziario, in cambio avrebbe agevolato la concessione dei finanziamenti a favore dell’Anfe. Le indagini avrebbero accertato ancora l’esistenza di una associazione a delinquere promossa ed capeggiata da Lo Sciuto con la collaborazione del massone Giuseppe Berlino, composta anche dall’ex Sindaco di Castelvetrano Felice Errante Jr., dall’ex Vice sindaco Vincenzo Chiofalo e dal commercialista massone Gaspare Magro che aveva come obiettivo il condizionamento dell’attività di organi costituzionali e della pubblica amministrazione.

La loggia massonica segreta sarebbe stata collusa con esponenti di rilievo del mondo politico, delle forze dell’ordine, delle istituzioni e degli enti di governo del territorio, del comparto sanità e dell’imprenditoria. In particolare avrebbe condizionato scelte politiche ed amministrative, come la nomina di quattro assessori a Castelvetrano, l’assegnazione di pensioni di invalidità o indennità di accompagnamento e l’assunzione in strutture pubbliche e private.

L’indagine, infine, avrebbe portato alla luce diversi episodi di violazione del segreto istruttorio e favoreggiamento nei confronti di Lo Sciuto da parte dei tre poliziotti finiti in manette.

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