Una scintilla fatale e poi la tragedia: "Mio marito non doveva essere lì" :ilSicilia.it
Messina

SI INDAGA PER STRAGE COLPOSA

Una scintilla fatale e poi la tragedia: “Mio marito non doveva essere lì”

21 Novembre 2019

Un incidente dovuto a quanto pare ad una scintilla proveniente da una saldatrice o da un flex: potrebbe essere questo il motivo scatenante che ha causato la doppia esplosione all’interno della ditta di giochi pirotecnici a Barcellona Pozzo di Gotto.

Dapprima un incendio, poi il boato che non ha lasciato scampo, e uccidendo cinque persone. Sembra questa la sequenza nella azienda Costa, che ha lasciato tra le macerie in fiamme sgomento e paura e una scia di morte.

La procura ha aperto un’inchiesta per strage colposa: “Stiamo cercando di fare il punto della situazione che presenta diversi aspetti da chiarire. Nella notte si è trattato soprattutto di lavorare per mettere in sicurezza il sito da parte dei vigili del fuoco e del Genio militare” ha detto il procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, Emanuele Crescenti. Il fascicolo dell’inchiesta al momento non ha indagati anche se si stanno verificando i lavori di manutenzione quando si è verificata l’esplosione.

Una delle vittime è Venera Mazzeo la moglie del titolare Vito Costa. Morti durante l’esplosione anche Vito Mazzeo, 23 anni, Giovanni Testaverde 34 anni. Un terzo operaio di 39 anni è deceduto nel tragitto verso l’ospedale. Si tratta di Mohamed Taeher Mannai, tunisino, residente da dieci anni in Italia. Una quinta vittima è stata ritrovata in tarda serata, accertata poi nel 36enne Fortunato Porcino, operaio.

Tre i feriti gravi: Nino Costa che ha riportato gravi ustioni agli arti inferiori di secondo e terzo grado e trasferito al Centro Grandi Ustioni di Palermo. All’ospedale Fogliani di Milazzo si trova l’altro figlio di Vito Costa e della povera Venera Mazzeo: Bartolomeo Costa di 37 anni, e l’operaio Antonio Bagnato, che lavorava per conto della ditta impegnata nei lavori all’interno della ditta.

Al momento presenti i Ris e vigili del Fuoco che cercano di dare una verità delle dinamiche sull’accaduto. Da ieri sono stati ascoltati i residenti della zona in cui è avvenuta l’esplosione.

La ditta di Vito Costa è conosciuta in tutto il Messinese. Ha aperto anche un punto vendita diretto in Salita 1 del Carmine a Barcellona PdG, e organizza eventi, giochi pirotecnici sia per feste di privati sia in eventi di enti pubblici o religiosi come le feste patronali.

La massima qualità a prezzi esplosivi” è il motto della ditta. “Siamo rammaricati, è una tragedia enorme per la nostra comunità, sono persone che conoscevo e grandi lavoratori“, dice il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, Roberto Materia.

I miei figli ancora non sanno nulla, uno fa il compleanno tra pochi giorni e non so come dirglielo. E’ uno strazio. Lui vorrei che fosse ricordato col sorriso e con la forza di volontà che aveva sempre. Io so che non doveva essere lì, ma in un altro posto. Forse l’hanno chiamato, un’emergenza, non lo so…“. Così Giada, la moglie di Giuseppe Testaverde, una delle  cinque vittime nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio nelle campagne di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. “L’ho accompagnato nella sede della ditta per cui lavorava – ricostruisce la vedova – e mi ha detto ‘ci vediamo questa sera’. Sul letto ho ancora i suoi vestiti per la cena a cui saremmo dovuti andare quella sera, al suo rientro. Quando ho sentito il boato ho avuto paura, un sesto senso”. Giada ricorda il marito come un uomo “innamorato della sua famiglia”. “Andava a lavorare sempre per 20 euro al giorno – sottolinea – e non guardava sabato, domenica, festivi per non farci mancare nulla. Non lo so che faremo, è uno strazio. Secondo me ci dovevano essere maggiori tutele, quelli dove erano non sono luoghi dove si può lavorare”. Alla domanda se non sono stati rispettati tutte le norme di sicurezza, risponde: “secondo me sì“.

 

***Articolo in aggiornamento***

 

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