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Per Urzì di First Cisl è "incomprensibile la chiusura di alcune agenzie soprattutto in provincia"

Unicredit chiude 6 filiali in Sicilia. Per Urzì (First Cisl) si tratta di una “scelta incomprensibile”

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6 Aprile 2017
Procede inesorabile il piano di ridimensionamento di Unicredit in Sicilia che continua a mietere filiali e posti di lavoro. L’Istituto di credito ha annunciato la chiusura dal prossimo 22 maggio di quattro agenzie a Palermo e provincia, una a Messina e una a Sciacca, in provincia di Agrigento. Si tratta di quelle di Palermo Autonomia Siciliana (assorbita da Palermo Marchese di Villabianca), Palermo Via Libertà ”C” (assorbita da Palermo Via Libertà “D”), Isola delle Femmine (assorbita da Capaci) e Altavilla Milicia (assorbita da Casteldaccia), Messina San Martino (assorbita da Messina Cairoli) e Sciacca Noceto (assorbita da Sciacca)

Per Gabriele Urzì, segretario nazionale Gruppo Unicredit First Cisl, la decisione presa va a scapito degli interessi non solo dei clienti, ma anche della banca stessa. “La digitalizzazione e la diffusione di Home Banking, Mobile Banking e ATM evoluti – spiega il sindacalista – hanno certamente cambiato le abitudini della clientela che si reca meno allo sportello, ma non si risolve il problema soltanto continuando ad impoverire la rete degli sportelli. Il canale digitale va abbinato a un’innovazione di prodotti e servizi che poggi sulla consulenza evoluta, che puo’ essere svolta al meglio solo fisicamente nelle dipendenze e non certamente con uno smartphone”.

Da tempo Unicredit è alle prese con un impegnativo progetto di riorganizzazione della propria struttura interna determinato, da un lato, dalle istanze di rinnovamento alle quali sono chiamate le banche e, dall’altro, dalle difficoltà economico-finanziarie che attraversano il settore.
La sempre maggiore diffusione di home banking e di mobile banking, nonchè l’esigenza di ridurre i costi fissi, hanno portato gli istituti di credito a ridurre il numero delle filiali, degli sportelli e quindi del personale. Una scelta considerata ineluttabile soprattutto per le banche radicate capillarmente sul territorio come Unicredit.

 

Secondo Urzì, però, la soluzione non può essere quella di sacrificare il servizio ai territori incentrato soprattutto sul rapporto di fiducia tra banca e clienti. “Incomprensibile poi la scelta di chiudere le filiali di Altavilla Milicia (PA) e di Isola delle Femmine (PA), privando due comuni importanti della presenza di Unicredit. Erroneamente, spesso, si pensa che chiudere le agenzie e tagliare il costo del personale innovando esclusivamente i processi, sia sufficiente per recuperare redditività. Così non è stato e spesso si è persa la fidelizzazione della clientela, sono diminuiti i ricavi, mentre i costi non sono ancora scesi, perché le tecnologie informatiche richiedono alle banche frequenti costosi investimenti e consulenze esterne”.
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