Università di Messina, si discute di riforma della "giustizia" :ilSicilia.it
Messina

la discussione

Università di Messina, si discute di riforma della “giustizia”

di
28 Maggio 2021

“Il pericolo di riforme cattive c’è perché la magistratura sta vivendo un momento di grave crisi di credibilità”. A dirlo è il Presidente dell’ANM Giuseppe Santalucia al webinar su “La riforma della giustizia”, che si è svolto giovedì 27 maggio. L’incontro è stato organizzato dal Laboratorio per le riforme, gruppo di studiosi e professionisti impegnati nell’analisi e nell’elaborazione di progetti di riforma istituzionale, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche dell’Università di Messina e con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati.

Dopo i saluti del prof. Mario Calogero, Direttore del Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche, dell’avv. Domenico Santoro, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, e del prof. Alessandro Morelli, Direttore del Laboratorio per le riforme, il seminario è stato introdotto dal prof. Giovanni Moschella, Prorettore Vicario dell’Ateneo peloritano, e coordinato dalla dott.ssa Liana Milella, giornalista de La Repubblica. Alla tavola rotonda hanno partecipato anche l’avv. Giuseppe Gaetano Iacona, Tesoriere del Consiglio Nazionale Forense, e il dott. Emanuele Crescenti, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona P.G.

Nella sua introduzione, Moschella ha evidenziato come la contrapposizione tra potere giudiziario e potere politico derivi dalla circostanza che le Costituzioni democratiche contemporanee hanno profondamente trasformato il ruolo del giudice. Non più passivo esecutore della volontà legislativa, nello Stato costituzionale il giudice esercita, infatti, una funzione caratterizzata da un notevole grado di creatività, avendo egli il compito di concorrere all’attuazione dei valori costituzionali.

Milella ha sottolineato l’importanza del tema affrontato, considerato che “da sempre la giustizia è la madre di tutti i contrasti politici possibili”. Adesso, però, la riforma in tale settore è più urgente che mai, dipendendo dalla sua riuscita l’accesso a ingenti finanziamenti europei. Anche in questa fase, tuttavia, ha rilevato ancora la giornalista, si registrano iniziative divisive come la raccolta delle firme per i referendum sulla giustizia e la proposta di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulla magistratura.

Santalucia ha difeso l’associazionismo giudiziario, oggi rappresentato per lo più in chiave negativa dopo il caso Palamara: “per tanti anni la forza culturale dell’associazionismo ha concorso a determinare una crescita democratica dell’istituzione giudiziaria”, ha dichiarato il Presidente dell’ANM, che ha precisato anche di guardare con favore alle proposte di riforma sul processo civile e su quello penale, elaborate rispettivamente dalle Commissioni Luiso e Lattanzi, e di attendere con fiducia le soluzioni della Commissione Luciani sulla riforma del CSM. Si è invece detto contrario sia all’istituzione della commissione d’inchiesta, che, senza svolgere il ruolo proprio di tale organo, tenderebbe solo a “reinterpretare la storia che va dagli anni di Tangentopoli a oggi”, sia al sorteggio dei componenti del CSM e all’alterazione del rapporto di proporzione numerica tra membri laici e togati dell’organo.

Iacona ha sottolineato l’incidenza che una giustizia civile efficiente ha sull’economia, considerato che le lungaggini del contenzioso scoraggiano gli investitori stranieri. Ha quindi rilevato che la riforma più importante da realizzarsi dovrebbe essere quella di incrementare in misura adeguata l’organico della magistratura.

Crescenti ha ribadito la necessità di rispettare l’obbligatorietà dell’azione penale, a fronte delle proposte di affidare al Parlamento il compito di definire le priorità nelle attività di repressione dei reati e ha evidenziato l’attuale vigenza di norme atte a regolare adeguatamente la dinamica dei rapporti tra PM e GIP.

Tutti i partecipanti all’incontro hanno espresso perplessità su eventuali interventi di riforma della Costituzione, che, per la parte relativa alla giustizia, necessiterebbe ancora di una piena attuazione. Dubbi sono stati espressi, infine, da Morelli sulla proposta di istituire un’assemblea costituente, che rischierebbe di condurre il processo riformatore oltre i confini della legalità costituzionale.

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

“La casa di carta”, da flop a fenomeno planetario

Nel maggio del 2017 in Spagna viene messa in onda per la prima volta la serie tv "La casa de papel" che, dopo un lusinghiero iniziale consenso di pubblico, vede diminuire rapidamente gli ascolti - tanto che al termine della seconda stagione i produttori e di conseguenza il cast ritengono concluso il progetto

La GiombOpinione

di Il Giomba

L’epoca dell’ansia

Accusano i giovani di non buttarsi e di aver sempre più paura: siamo sicuri che sia soltanto colpa loro? Non sempre, infatti, le cose sono come sembrano...

Blog

di Renzo Botindari

Sei sempre tu “uomo del mio tempo”

E si, ci sono periodi e questi sono quelli delle mutazioni genetiche, i più fortunati stanno afferrando le scialuppe di salvataggio e qualcuno ha pure fatto fuoco su gli altri fuggitivi pur di avere un posto, gli altri provano a rifarsi una verginità
Banner Telegram

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Covid 19… per un nemico in più

Era il 1982, Riccardo Cocciante pubblicava il suo album ”Cocciante” e la canzone di successo fu “Per un amico in più”. In questa canzone il grande Riccardo ci descrive cosa non si fa per un amico in più.

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Classe dominante estrattiva

Nel mio ultimo saggio intitolato il lupo e l’agnello, pubblicato da Rubbettino, nelle librerie dal 1 luglio, tra i motivi del mancato sviluppo del Sud metto in evidenza quello della presenza di una classe dominante estrattiva

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin