Uso, abuso e dipendenza da telefonini: a Palermo prende il via il progetto "Stop-Phone" | Video interviste :ilSicilia.it
Palermo

Presentato a Villa Magnisi

Uso, abuso e dipendenza da telefonini: a Palermo prende il via il progetto “Stop-Phone” | Video interviste

di
2 Febbraio 2019

Guarda video interviste in alto

Promuovere un corretto e consapevole uso degli smartphone ed informare sui rischi dell’utilizzo di questi dispositivi in età pediatrica e non solo.

Sono gli obiettivi del progetto “Stop-Phone” messo a punto dall’Asp di Palermo presentato a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, nel corso di un evento formativo in cui la tematica è stata approcciata attraverso l’analisi di esperti sui maggiori rischi psicologici e fisici.

Il progetto biennale è rivolto alle scuole del Distretto 42 (Palermo e Provincia) e prevede il coinvolgimento delle comunità professionali attraverso una rete inter-istituzionale, coordinata da Vivi Sano Onlus, associazione che si occuperà dell’organizzazione di tutti gli interventi.

Roberto LagallaAll’incontro formativo hanno preso parte i massimi esperti del settore in Sicilia tra cui l’assessore alla Formazione Roberto Lagalla che ha affermato: “Si tratta di una tematica che attraversa il senso stesso della modernità, è impensabile oggi pensare una persona senza il suo smartphone, noi però da classe dirigente dobbiamo esaminarne gli aspetti sottesi e che possono assumere sul piano sanitario la connotazione di una vera e propria dipendenza, sul piano educativo anche il condizionamento del pensiero e siccome la scuola è punto di elaborazione alto del pensiero ma anche di formazione di metodo è necessario capire quanto un prepotere delle forme di comunicazione, non siano in condizione di pregiudicare la crescita civile e l’elaborazione intellettuale dei nostri ragazzi“.

Toti AmatoGià gli ordini dei medici da parecchi anni a livello Europeo si sono occupati dell’argomento, sia del rischio delle radiazioni delle radiofrequenze e delle onde elettromagnetiche  –  afferma Toti Amato, presidente dell’ordine dei medici, provincia di Palermo – non si tratta solo di un rischio fisico ma vi è anche un problema educazionale di questi strumenti che per quanto utili bisogna usare con intelligenza e sagacia“.

Daniela SegretoRispetto alle linee guida regionali la dottoressa Daniela Segreto, dirigente servizio 5 – promozione della salute dell’assessorato regionale della Salute – Dasoe,  “In questo momento noi siamo impegnati nell’avvio di uno studio epidemiologico che serve proprio a comprendere, in particolar modo in Sicilia, quelli che possono essere gli impatti potenzialmente negativi di un uso smisurato del cellulare. Le linee di indirizzo danno importanza alla sensibilizzazione, educazione e alla promozione scolastica, perchè sono prevalentemente i ragazzi preda del possibile impatto negativo soprattutto dopo un uso frequente a distanza di anni“.

Roberto GambinoL’Asp di Palermo già da alcuni anni porta avanti non solo una riflessione ma anche una serie di interventi operativi che ci hanno messo nelle condizioni di esplorare questo complesso fenomeno dell’utilizzo degli smartphone. L’input arriva da alcuni allarmi di livello internazionale e partono dal rischio fisico, quindi, elettromagnetico legato all’utilizzo non corretto e non consapevole di questi strumenti. Il nostro progetto investe tutti i livelli ecosistemici della problematica e non stiamo intervenendo solo con i ragazzi, ma stiamo cercando di intervenire su tutti gli attori che ruotano attorno i bambini” ha detto il dottore Roberto Gambino, referente scientifico progettuale – Asp di Palermo.

Daniele GilibertiSi tratta di un intervento biennale – afferma Daniele Giliberti di Vivi  Sano Onlus che inizia con le scuole secondarie di primo grado con l’erogazione di un questionario e una plenaria in cui cercheremo di spiegare ai ragazzi i pericoli e i rischi fisici e psicologici da uso, abuso e dipendenza di questi strumenti“.

 

 

 

Per ulteriori approfondimenti sul mondo della sanità siciliana vai su: www.sanitainsicilia.it

 

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.