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Trapani

il progetto di riqualificazione

Valle del Belice, Musumeci: “Daremo nuova vita al Cretto di Burri” | CLICCA PER IL VIDEO

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8 Aprile 2022

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Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha presentato a Palazzo d’Orléans il progetto preliminare di riqualificazione dell’area limitrofa al Cretto di Burri: un’opera di arte ambientale realizzata da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989 nel luogo in cui sorgeva la città vecchia di Gibellina, completamente distrutta nel 1968 dal terremoto del Belice.

Il progetto rappresenta un primo passo verso la valorizzazione e il rilancio per consentire una maggiore fruibilità del monumento, puntando sulla competitività dei servizi per fare turismo. Un nuovo centro di accoglienza per i numerosi visitatori che vogliono immergersi nella suggestiva esperienza dell’architettura contemporanea.

Lo Studio Mario Cucinella Architects è stato incaricato dal governo Musumeci di predisporre uno studio che contribuisse alla valorizzazione del celebre monumento che ha preso il posto della città vecchia di Gibellina, rasa al suolo dal terremoto del 1968. Un memoriale in grado di rendere eterna una città ormai scomparsa, ma anche di dialogare con un tessuto ricco di relazioni, con un territorio che riunisce le realtà dei Comuni della Valle del Belice che arrivano fino alle meraviglie di Selinunte. Il piano di valorizzazione dell’intera area prevede la progettazione preliminare di un Visitor Center (con parcheggio retrostante), una proposta di rifunzionalizzazione dell’ex chiesa, la progettazione di una nuova pensilina dotata di carica per macchine elettriche e totem informativi.

Mi sono rivolto all’architetto Mario Cucinella per la sua straordinaria creatività, un professionista serissimo. Lo conoscevo di fama, segnalato dal presidente dell’Ars. Oggetto è il Cretto di Burro un monumento che evidenzia arte e memoria, che ha la sua sacralità e merita rispetto, bisogna accostarvisi con serietà per la tragedia che colpì la Sicilia nella Valle del Belice. Procedere alla sua riqualificazione è il primo passo verso la riscoperta e la valorizzazione di tutta la valle terremotata”, ha dichiarato il presidente Musumeci.

Ridiamo nuova vita al Cretto di Burri affinché diventi il cuore di una vasta rete culturale che dovrà coinvolgere tutti i Comuni della Valle. Da troppo tempo il dopo-terremoto continua a pesare su questi centri, ancora in attesa di chiudere la stagione della ricostruzione. Il governo regionale sta intervento con circa 17 milioni di euro per i progetti di completamento dei Comuni e con la riqualificazione dell’area del Cretto. La renderemo più accogliente e con servizi adeguati a un grande monumento, dove arte e memoria trovano perfetta sintesi. Un compito difficile ed esaltante che abbiamo voluto affidare a un illustre figlio di Sicilia come Mario Cucinella. Un passo importante verso la riqualificazione dei nostri beni culturali e fra un mese sarà indetta la gara per individuare la ditta aggiudicatrice, e i lavori inizieranno credo entro l’estate”, poi aggiunto il governatore dell’Isola.

L’intervento nasce dalla volontà del governo regionale di dare nuova linfa all’opera di Alberto Burri, artista e pittore italiano tra i più importanti del Novecento, che con la sua tecnica ha anticipato movimenti come l’arte povera e il nuovo realismo. L’artista viene chiamato, dall’allora sindaco di Gibellina Ludovico Corrao, a contribuire alla ricostruzione del paese distrutto dal terremoto del Belice del 1968. Burri pensa di realizzare, su scala ambientale, uno dei suoi Cretti, superfici monocrome che l’artista lascia essiccare al sole. I lavori vengono avviati nel 1985. Prende così corpo una delle più grandi opere di Land Art al mondo, unica, dal fortissimo impatto emotivo: un’opera che unisce il presente e il passato di Gibellina in nome dell’arte e della cultura, in un forte dialogo con l’ambiente.

Personalmente ritengo – sottolinea l’architetto Mario Cucinella – che il Cretto sia un’opera potentissima e bellissima. L’arte è capace, spesso se non sempre, di lenire un po’ quel dolore che deriva da una natura a volte molto severa. Una natura che ci ricorda quale sia il suo infinito potere. Nel silenzio del paesaggio naturale si staglia questa enorme opera che è memoria e luogo del pianto, dove la materia ha assunto significato e dove l’arte è diventata identità. Poter restituire a quest’area il valore e l’attenzione che merita è l’occasione di poter rileggere i caratteri dell’architettura rurale siciliana, che il Belice ha perso con il terremoto, e ripresentarla al mondo”.

Il progetto dello studio MC A – Mario Cucinella Architects prevede così la riqualificazione dell’area limitrofa al Cretto attraverso una serie di interventi che hanno l’obiettivo di ridare vita a un luogo storicamente cruciale per la Sicilia e dare la possibilità alle persone di riscoprire il grande valore della memoria e del ricordo di una città ormai scomparsa ma che, grazie all’arte, vivrà in eterno.

Il progetto prevede la creazione di un nuovo spazio architettonico, un edificio che ospiterà un Visitor Center. Di fronte alla chiesa di Gibellina vecchia si è immaginata una nuova polarità, uno spazio urbano  “piazza della Scoperta”, che accoglie  e guida i visitatori in questo percorso per esplorare il Cretto di Burri. Il Visitor Center si colloca come un gate di partenza verso il Cretto e insieme come simbolo di raccoglimento, andando a creare questa piazza urbana come strumento di inclusione sociale. Un’ampia area area a gradoni si offre come anfiteatro per eventi all’aperto; un tetto verde panoramico consente di godere del suggestivo passaggio naturale con il quale si fonde, grazie all’uso di materiali locali.

Concepito seguendo la pendenza naturale del terreno, darà il via all’esperienza dei visitatori che troveranno al suo interno un info point, un’area proiezioni, un punto vendita e una zona servizi attraverso il racconto degli abitanti e i loro video si racconterà il ruolo degli artisti nella ricostruzione della città, e il loro rapporto con la comunità.

L’edificio si presenta come una grande pianta libera, flessibile, così da ospitare uno spazio espositivo che possa narrare al meglio non solo la storia del Cretto di Burri, ma di tutta l’area del Belice. Grande attenzione è stata posta al comfort interno: grazie ad un’analisi sull’esposizione solare e abbagliamento, si è intervenuti con l’applicazione di alberature e di un disco protettivo che funge da frangisole e nel contempo da corrimano per la zona del tetto e che si fonde con l’edificio interno, sotto forma di controsoffitto in cannucciato di bambù. L’intenzione del progetto è di attingere alla tradizione locale, nelle tecniche e nei materiali, e di integrarli in un edificio che rispetti il luogo dal grande interesse storico e culturale, ma soprattutto emotivo per tutti i possibili fruitori. Il percorso espositivo segue tutto il perimetro curvo dell’edificio ed è caratterizzato da una parete interattiva e da un grande spazio vetrato che si affaccia verso la piazza esterna. La piazza è lo spazio sociale in cui si discute e si anima la comunità.

Situato dinanzi al Visitor Center, il complesso ormai distrutto della chiesa di Gibellina vecchia è stato convertito ad area lounge bar con sedute immerse nel verde, mentre il primo piano del blocco uffici si è ipotizzato possa venir adibito ad appartamenti per artisti, affinché questi possano godere dell’esperienza del “Vivere al Cretto”.

Un secondo intervento ha a che vedere con la realizzazione di un Recharge  Hub elettrico di interscambio modale situato vicino al Cretto, dove insiste l’attuale parcheggio. Si è ritenuto di accedere in prossimità del Cretto solo xcon una mobilità lenta, elettrica. con un sistema di navette e biciclette elettriche, green e per accesso alla disabilità. In quanto punto nevralgico, si è attrezzato con elementi informativi, area di seduta e ristoro, una piccola fontanella, il tutto all’ombra di una pensilina di cannucciato di bambù leggera immersa nel verde dei filari circostanti.

Queste operazioni saranno accompagnate dalla valorizzazione dei percorsi attraverso il posizionamento di totem informativi riconoscibili lungo l’intero itinerario e dalla rimozione di alcuni edifici  pericolanti e senza pregi architettonici, elementi di degrado dell’area che deturpano l’immagine dell’opera d’arte.

 

 

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