Vertenza Pip, continua la protesta: oggi davanti alla Prefettura di Palermo | Video :ilSicilia.it
Palermo

Giorni delicati per il loro destino

Vertenza Pip, continua la protesta: oggi davanti alla Prefettura di Palermo | Video

di
29 Novembre 2018

Guarda il video in alto

Continua senza sosta la protesta dei 2.800 lavoratori ex Pip del bacino “Emergenza Palermo”, per chiedere in primis che si proceda alla loro stabilizzazione e in secondo luogo allo stanziamento delle risorse necessarie per il pagamento delle indennità. Da lunedì scorso sono in stato di agitazione, dando vita a cortei e sit-in per le vie della città e davanti ai palazzi del potere. L’obiettivo è quello di tenere alta l’attenzione della politica e delle istituzioni, in un momento estremamente delicato per il loro destino. In questi giorni, infatti, l’amministrazione regionale dovrà decidere cosa fare.

Ieri i lavoratori hanno stazionato tutto il giorno in presidio davanti l’Assemblea regionale siciliana. A fine serata una delegazione di rappresentanti sindacali è stata ricevuta informalmente dal presidente della Commissione bilancio, Riccardo Savona, ricevendo rassicurazioni sull’incremento del capitolo di bilancio a loro dedicato con i 5 milioni di euro indispensabili per l’erogazione dei sussidi di novembre e dicembre. Nessuna garanzia, invece, è stata fornita in merito al passaggio alla Resais, la società partecipata dalla Regione Siciliana, e alla stipula dei contratti a tempo indeterminato a partire dall’1 gennaio 2019, come previsto dalla legge approvata da Sala d’Ercole nell’aprile scorso.

Sul percorso di stabilizzazione però gravano dubbi e perplessità che ne hanno rallentato l’iter. L’amministrazione teme, infatti, che il giudizio di legittimità della Corte Costituzionale, chiamata in causa dal governo nazionale che ha impugnato la norma, possa peggiorare la situazione nella quale si trovano attualmente i lavoratori. In caso di sentenza sfavorevole, infatti, il rischio è che i contratti dei lavoratori nel frattempo stabilizzati vengano dichiarati nulli e che di conseguenza si ritrovino pure fuori da bacino.

Per questo all’Ars è in discussione la possibilità di spostare in avanti il termine per la stabilizzazione, in modo tale da attendere il pronunciamento dei giudici e decidere a ragion veduta. Ma per i sindacati non c’è spazio per nessuna proroga bisogna andare avanti. Per questo oggi hanno deciso di dare seguito alle iniziative in programma, recandosi presso la Prefettura per ribadire, all’Ufficio che rappresenta il governo nazionale nel territorio, le loro richieste e l’applicazione della legge.

 

Guarda il video in basso

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Remake e Reboot: un fenomeno in crescita

Non è certo un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni con l'avvento delle piattaforme streaming e il conseguente aumento della produzione di serie tv, i remake e i reboot ( in italiano rifacimento e riavvio) sono diventati molto frequenti. La differenza tra i due termini è sostanziale:

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Vota e fai votare…. ma pensa con la tua testa

Vi ricordate quando, parliamo anni 60 e 70 , durante il periodo elettorale,  passavano per i quartieri le vecchie Fiat 600 con il megafono montato nel portabagagli sul tetto e gridavano con voce decisa, vota e fai votare Pinuccio Tal dei tali, per il tuo futuro , per il futuro dei tuoi figli, per il lavoro

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Blog

di Alberto Di Pisa

Democrazia diretta e indiretta

Di recente Grillo ha dichiarato di non credere in una forma di rappresentanza parlamentare ma nella democrazia diretta citando in proposito il referendum come il massimo dell’espressione democratica.