Via D'Amelio: chiesta l'archiviazione per i pm Palma e Petralia accusati del depistaggio :ilSicilia.it
Palermo

IL MISTERO RIMANE

Via D’Amelio: chiesta l’archiviazione per i pm Palma e Petralia accusati del depistaggio

di
5 Giugno 2020

Probabilmente non mancano le anomalie, ma al momento non ci sarebbero profili di rilevanza penale. Per questo motivo, la Procura di Messina ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio aperta a carico degli ex pm Carmelo Petralia ed Annamaria Palma.

Quindi, quello che è stato definito dalle sentenze come “uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria d’Italia” è destinato a rimanere ancora un mistero.

I due magistrati facevano parte del pool che coordinò l’inchiesta sull’attentato costato la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta. A entrambi si contestava il reato di concorso in calunnia aggravato dall’avere favorito Cosa nostra. Si occuparono infatti della gestione del falso pentito Vincenzo Scarantino.

Palma-Tinebra-Petralia
Palma-Tinebra-Petralia

Attualmente, restano sotto processo, ma a a Caltanissetta, tre poliziotti: il funzionario Mario Bo (ex capo del gruppo d’indagine Falcone Borsellino), e gli ispettori in pensione Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo. Anche loro imputati per calunnia aggravata.

L’inchiesta di Messina era nata due anni fa con accertamenti richiesti dai magistrati di Messina, coordinati dal procuratore Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio.

Nonostante il ritrovamento di 19 bobine con strane telefonate al picciotto della Guadagna, gli ex pm Palma e Petralia, quindi escono dalle indagini.

La pm Palma addirittura era scoppiata in lacrime durante il processo: “Io a questo Stato ho regalato il 50% della mia salute oltre all’affetto che mi ha fatto perdere di mio figlio per avere poi che cosa? Per essere indagata ingiustamente. Mi scuso, ma questo cosa non la tollero, soprattutto perché mi trovo nelle condizioni di dovere essere attaccata dai familiari del giudice Borsellino che io ho adorato, non la tollero perché profondamente ingiusta”.

Mentre il pm Petralia si dichiarò “sconvolto per la macelleria mediatica”.

A quasi 28 anni da quel tragico 19 luglio 1992, dunque, restano ancora tante ombre.

Le false accuse dei pentiti, che per anni hanno retto a più vagli processuali, sono state smontate dalle rivelazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. Dopo il pentimento dell’ex boss di Brancaccio, che si è accusato della strage e ne ha ricostruito la vera dinamica, i sette ingiustamente condannati (Cosimo Vernengo, Gaetano La Mattina, Gaetano Murana, Gaetano Scotto, Giuseppe Urso e Natale Gambino) sono stati scarcerati.

In una delle 13 domande di Fiammetta Borsellino allo Stato, la figlia del giudice ricordava che “il 26 luglio 1995 Scarantino ritrattava le sue dichiarazioni con un’intervista a Studio Aperto. Prima ancora che l’intervista andasse in onda, i pm Palma e Petralia annunciavano già alle agenzie di stampa la ritrattazione della ritrattazione di Scarantino, anticipando il contenuto del verbale fatto quella sera col falso pentito. Come facevano a prevederlo?“.

Una domanda ancora senza risposta.

 

 

LEGGI ANCHE:

Depistaggio Borsellino: ecco le telefonate shock di Scarantino ai pm

Depistaggio Borsellino, pm Palma scoppia in lacrime: “Io indagata ingiustamente”

Depistaggio Borsellino, il pm indagato Petralia: “Sconvolto da macelleria mediatica”

I buchi neri della Strage di via D’Amelio: ecco i misteri irrisolti

 

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Caro ministro Carfagna, dove lo trova tutto questo ottimismo?

Cara ministra Mara Carfagna, purtroppo il suo ottimismo non è condivisibile! Lei saprà, spero, le dimensioni delle problematiche siciliane! Lei sa che in Sicilia mancano un milione di posti di lavoro per arrivare al rapporto popolazione occupati dell’Emilia Romagna! E che quindi continueremo a perdere ogni anno 25.000 persone che non troveranno lavoro e che dovranno emigrare?

Wanted

di Ludovico Gambino

Giorgio Armani veste il David di Michelangelo per Dubai

La scultura, quella vera, è uno degli emblemi del nostro Rinascimento nonché simbolo dell'Italia nel mondo, originariamente collocata in Piazza della Signoria, per rappresentare la Repubblica fiorentina vigile e vittoriosa contro i nemici. L'opera, alta oltre cinque metri per cinque tonnellate di marmo di Carrara, ritrae l'eroe biblico nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia, come ci racconta l’Antico Testamento.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Sicilia e la Resistenza

La Sicilia non ebbe modo di partecipare alla fase finale che determinò la caduta del Fascismo. Essa rimarrà estranea agli avvenimenti del 25 luglio e dell’8 settembre segnati dalle dimissioni di Mussolini, dalla fine dell’alleanza con la Germania di Hitler dopo l’armistizio firmato dal maresciallo Pietro Badoglio
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

“Il Paradiso perduto“

Scendeva il crepuscolo mentre l’aereo si accingeva ad atterrare a Punta Raisi. La costa fra Carini e Capo Rama appariva già punteggiata dalle luci dei paesi e delle innumerevoli abitazioni che la costellano e che si riflettevano sempre di più nella cerchia dei monti, man mano che la luce del sole tendeva a scomparire.
Banner Ortopedia Ferranti

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin
Banner Skin Ferranti