19 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.05
Palermo

I lavori dureranno 18 mesi

Villino Favaloro torna a risplendere, Musumeci: “Sarà il Museo regionale della Fotografia”

20 Maggio 2019
FOTO FB Maria Novella Toscano
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FOTO FB Bruno Camarrone
Il Villino Favaloro di piazza Virgilio, a Palermo
Il Villino Favaloro di piazza Virgilio, a Palermo

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Nasce a Palermo il Museo regionale della fotografia. Sarà ospitato all’interno del Villino Favaloro di piazza Virgilio, i cui lavori di restauro inizieranno nelle prossime settimane. Dopo la consegna dei lavori all’impresa aggiudicataria, avvenuta a opera dei funzionari dell’assessorato dei Beni culturali, il cantiere sarà inaugurato alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci.

Il progetto, finanziato con 1,7 milioni di euro del Pon “Cultura e sviluppo”, era fermo da anni per varie traversie burocratiche che finalmente il governo regionale è riuscito a sbloccare. I lavori dureranno 18 mesi e pertanto l’apertura al pubblico della prima struttura pubblica del genere nell’Isola e’ prevista entro la fine dell’anno prossimo.

Il Villino Favaloro di piazza Virgilio, a Palermo
Il Villino Favaloro di piazza Virgilio, a Palermo

“Siamo finalmente riusciti – evidenzia il presidente Musumeci – a dare il via al restauro di uno dei gioielli del patrimonio artistico, culturale e architettonico della nostra Regione. In questo modo rendiamo fruibile ai cittadini, e a chi visita la nostra Isola, un edifico storico di enorme pregio, oltre a esporre le attrezzature e il materiale fotografico attualmente conservati nel Centro regionale per il catalogo. L’impegno costante del dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali Sergio Alessandro e della responsabile del Centro del catalogo Caterina Greco servirà a realizzare con puntualità un obiettivo culturale di grande prestigio”.

Il Villino è un vero e proprio gioiello di arte e architettura costruito tra il 1889 e il 1891 su progetto di Giovan Battista Filippo Basile, come punto di incontro tra stilemi tardo medievali e rinascimentali in equilibrata sintesi stilistica delle tendenze sperimentali del geniale architetto. I pannelli a mosaico del piano superiore e della sala pompeiana sono verosimilmente opera di Carmelo Giarrizzo. I modi e le formule liberty risalgono ad alcuni interventi del 1903 a cura di Ernesto Basile, lo stesso che nel 1914 ha effettuato l’ampliamento del Villino con la costruzione del torrino belvedere. Le decorazioni pittoriche interne e i mosaici sono stati realizzati da Salvatore Gregorietti.

Il percorso espositivo interno del Museo della fotografia è stato progettato secondo un criterio cronologico a partire dalla protofotografia (1839-1865) per proseguire con le produzioni dei fotografi eredi del Grand Tour (fine Ottocento-inizio Novecento) e con quelle del Naturalismo/Pittorialismo (prima meta’ del Novecento) e una prima ostensione documentaria della contemporanea attivita’ fotografica da studio collocata in diverse sale.

Al piano superiore saranno illustrate la fotografia del Novecento e la fotografia documentaria sui beni culturali delle città siciliane. Nelle sale saranno esposti numerosi esemplari di dagherrotipi, calotipi, collodi e altri fototipi insieme a materiali documentali cartacei, lastre e pellicole stampe, album d’epoca, diapositive provenienti dai Fondi (Bronzetti, Di Dio, Seffer, Arezzo di Trifiletti) che comprendono fotografie di autori di rilievo quali i fratelli Alinari, Brogi, Incorpora, Intergugliemi, Cappellani. Previste anche due piccole camere oscure per la proiezione di brevi filmati e cortometraggi del Novecento scelti dalla Filmoteca. Sara’ inoltre attrezzata una sala per mostre temporanee di fotografi che hanno lavorato in Sicilia: Letizia Battaglia, Enzo Brai, Dante Giuseppe Cappellani, Vincenzo Florio, Giuseppe Leone, Fosco Maraini, Melo Minnella, Folco Quilici, Ferdinando Scianna, Enzo Sellerio, Giuseppe Tornatore.

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