Viviana e Gioele: per i consulenti della famiglia non fu omicidio-suicidio :ilSicilia.it
Messina

il giallo di Caronia

Viviana e Gioele: per i consulenti della famiglia non fu omicidio-suicidio

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18 Gennaio 2021

“Tu e la mamma siete la mia linfa vitale, ciò che ancora mi da la forza per affrontare tutto giorno dopo giorno. Grazie per quello che mi hai dato, sei e rimarrai sempre l’amore della mia vita e il mio supereroe”. Così Daniele Mondello, nelle scorse ore, si è idealmente rivolto al figlio Gioele, ritrovato morto in tragiche e ancora misteriose circostanze nelle campagne di Caronia. E lì che il piccolo Gioele ha trovato la morte, dopo essere scomparso il 3 agosto scorso insieme alla madre Viviana Parisi, ma ancora oggi su quelle due morti ci sono tanti interrogativi privi di una risposta. Sul drammatico destino al quale sono andati incontro Viviana Parisi e Gioele, però, i consulenti di parte voluti da Daniele Mondello hanno una certezza: non si è trattato di un omicidio-suicidio. 

Il sopralluogo dei consulenti della famiglia Mondello, a Caronia, nei luoghi del rinvenimento dei corpi di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele Mondello, è stato fissato per sabato prossimo. Nell’occasione i consulenti della famiglia Mondello saranno accompagnati da Ufficiali di Polizia Giudiziaria appartenenti al Commissariato di Polizia di S. Agata Militello e della Polizia Scientifica di Catania. I consulenti sono tutti del CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale): Carmelo Lavorino criminologo criminalista analista della scena del crimine, Enrico Delli Compagni psicologo forense, il perito informatico Gaetano Bonaventura, l’esperto in sicurezza Tony Carbone, lo psicologo Manfredi Campanella, il tecnico Franco Zingales. La famiglia Mondello ha scelto di affidarsi a una squadra di esperti per provare a fare luce su questo giallo sinora rimasto inestricabile e a questo caso stanno lavorando il dott. Antonio Della Valle, il prof. Carmelo Lavorino, il tecnico Marco Petrone, le dott.sse Nicolina Palamone e Angelica Zenato.

“Dagli atti sinora analizzati – ha detto il criminologo Lavorino – nulla risulta essere compatibile con il suicidio della donna e neanche con l’uccisione del bimbo da parte della madre”. L’accesso alle salme della dj torinese e dei resti di Gioele avverrà il 5 marzo. Intanto Lavorino e Della Valle evidenziano di “aver evidenziato tutti gli scenari e le loro varianti e si sta elaborando tutto con un metodo finalizzato a fare ulteriore chiarezza”.

“Nulla – aggiungono – risulta essere compatibile con il suicidio di Viviana o con l’uccisione di Gioele, nemmeno a livello psicologico, comportamentale, situazionale e testimoniale. Chi ha predetto senza avere letto gli atti e senza fare parte del procedimento che si sia trattato di un omicidio-suicidio è stato avventato”. Emergono invece indicatori molto forti opposti a questa ipotesi. Saremo più precisi dopo i sopralluoghi che ci servono per una serie di motivi e che ci permetteranno di consegnare ai nostri avvocati, Venuti e Mondello, il nostro lavoro. Daremo una fortissima collaborazione e una grande professionalità anche per il raggiungimento della verità, qualunque essa sia, sicuramente dolorosa perché ha come effetto finale la morte di due esseri umani”.

Sabato scorso, intanto, Daniele ha ricordato così, con un toccante messaggio sui social, il figlio Gioele che avrebbe compiuto il 16 gennaio 5 anni. “Da quando tu e la mamma non ci siete più mi ha sempre fatto paura questa data. Forse la paura di affrontare questo momento in cui invece di celebrare la tua nascita e la tua crescita posso limitarmi a ricordarti e sprofondare nella più grande tristezza che mai al mondo avrei pensato di provare. Sai Gioele si dice che per ogni figlio il papà, nella maggior parte dei casi, sia considerato un supereroe. Forse anche per te era così, ma posso affermare che il mio supereroe eri tu figlio mio. Tu mi hai fatto provare emozioni che non credevo possibili o esistenti. Con te ho scoperto la vera gioia della vita, ma soprattutto la felicità di essere padre. Sei ciò che mi ha cambiato e mi ha fatto vedere tutto in modo diverso, con occhi diversi. Da quando ti ho visto per la prima volta ho capito che il resto della mia esistenza lo avrei dedicato a te e che per te avrei dato tutto me stesso. Aiutarti a crescere, a capire il mondo, insomma accompagnarti in ogni istante. Quello che non sai è che, indirettamente, le medesime cose le facevi anche tu per me, guidandomi in questo cammino a me ancora ignoto: quello del genitore. Il regalo più bello che la vita mi ha dato è stato avere te figlio mio. Adesso purtroppo sono qui a ricordarti e non posso festeggiare con te, ma sappi che tu vivi dentro di me”.

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