Vogliamo uscire dalla palude? Dipende solo da noi :ilSicilia.it

Vogliamo uscire dalla palude? Dipende solo da noi

di
2 Maggio 2018

Mi pongo da un po’ di giorni questa domanda. Cosa sta succedendo a Roma, in Sicilia e nella nostra testa?

Fermatevi un attimo, per favore, e cerchiamo insieme di capirne qualcosa. Sembrano, sembriamo, tutti contro tutti. Tanti, troppi, concentrati sui propri personalissimi bisogni e sul proprio ego. E lontani, a volte lontanissimi, dal mondo che ci circonda, come se tutto e tutti vivessero in un altro pianeta.

renzi-berlusconi-dimaio-salviniA Roma ormai siamo da circa due mesi senza un governo legittimato dal recente voto alle politiche. I partiti, vincitori e vinti, stanno dando un pessimo spettacolo. Lo sapevamo tutti che questo sistema elettorale voluto da Renzi con il benestare di Berlusconi non avrebbe prodotto alcuna governabilità. Ma, dopo il voto, c’era chi ci sperava in un governo possibile.

Invece Salvini e Di Maio, veri vincitori alle elezioni, non sono riusciti ad uscire dalla morsa di Berlusconi il primo e di Grillo il secondo. Berlusconi orfano della speranza di un patto con Renzi sol perché i numeri non lo consentono, Di Maio lontano parecchio dal 40% che avrebbe dato vita ad un monocolore grillino, Salvini come un leone in gabbia, che vorrebbe spaccare il mondo, ma fuori dalla gabbia diventa un accorto politico anni Ottanta che non spacca niente ma media sul nulla, e infine Renzi che, conscio del flop elettorale, fece fare il Rosatellum, così con Berlusconi o niente.

E niente fu! Renzi è pur vero che ha dato dimissioni da segretario, ma continua regolarmente a gestire l’annientamento di quel che resta del Pd e del centrosinistra, inseguendo un sogno Macroniano che già in Francia delude.

Il toscano ha una maggioranza nel partito data dalla più che personale gestione delle liste fatte da nominati fedelissimi renziani, però voti e consenso del popolo niente. Ormai come diremmo noi siciliani, muriu u cani.

In Sicilia hanno varato una finanziaria a base di “conigli” da salvare e precari, e neanche tutti, da sistemare. Per investimenti sullo sviluppo e sulle generazioni giovani e meno giovani senza lavoro, pregasi ripassare tra tre anni. Di più, per il lavoro ci aspettavamo più coraggio, più determinazione, più cambiamenti, più di tutto per chi cerca lavoro e per le piccole imprese, invece poco o niente.

A Palermo come a Catania e Messina, per citare le tre città metropolitane, siamo in uno stallo drammatico. Città sporche, strade e periferie che continuano a vivere isolate e senza speranza, aziende comunali che non producono buoni servizi e neanche lavoro, va tutto avanti stancamente tra un taglio di nastro e qualche proclama senza seguiti o fatti veri e rilevanti. I partiti tutti, vecchi e nuovi, non pervenuti.

La crisi delle rappresentanze politiche, sindacali e imprenditoriali è ormai al suo punto più basso. Non volevo essere negativo, ma è questa la fotografia che vedo del nostro momento storico.

Forse sarebbe opportuno guardarci dentro, tutti. Perché le responsabilità sono di tutti. Dei politici e di chi li vota, di chi governa e di chi li designa, di chi si erge a condottiero e di chi lo incensa, di chi ci rappresenta in qualsiasi organismo e di chi ce lo lascia, e di noi stessi che pensiamo più a litigare che a costruire il nostro futuro.

Maurizio Scaglione, Direttore editoriale

Ma la speranza io ce l’ho. Quella è dentro di noi. Mai rinunciare, cerchiamo il cambiamento. Ma per prima cosa, questo cambiamento chiediamolo a noi stessi. Abbandoniamo le faziosità verso questo o quel politico perché non serve, né a lui e neanche a noi; lasciamoci dietro la voglia di combattere tra di noi e dedichiamo queste energie per trovare una strada per uscire dalla palude.

Cominciamo a lasciarci dietro presunzioni e principi che separano, e pensiamo che uniti possiamo farcela. Ecco, cominciamo ad usare sempre più questa parola, Insieme. Separati siamo fragili e sofferenti, abbiamo poco potere e soffriamo la sudditanza. Guardiamoci dentro e ritorniamo ad appropriaci del nostro destino, ma facciamolo insieme.

© Riproduzione Riservata
Tag:

‘La caduta, eventi e protagonisti in Sicilia: 1972-1994’: l’analisi di Calogero Pumilia

Calogero Pumilia, per oltre vent’anni deputato democristiano, nel suo “La Caduta. Eventi e protagonisti in Sicilia 1972-1994“, in libreria in questi giorni, ci offre un contributo in questo senso regalandoci una lettura dal di dentro che consente di farci scoprire come molte leggende metropolitane, spacciate per verità storica, debbano essere riviste.
Blog
di Giovanna Di Marco

Lidliota. E non è un romanzo

Ora mi chiedo come ci siamo ridotti se davvero su internet vanno a ruba le scarpe vendute alla Lidl a prezzi esorbitanti, perché pare che
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin