"Vorrei una voce": il progetto teatrale che unisce, a distanza, attori e detenuti :ilSicilia.it
Messina

ideato dal regista e attore Tindaro Granata

“Vorrei una voce”: il progetto teatrale che unisce, a distanza, attori e detenuti

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19 Maggio 2020

Vorrei una voce” è un progetto ideato dal regista e attore siciliano Tindaro Granata che, utilizzando il teatro come forma di evasione e di crescita – così come in generale è per tutti – farà incontrare, virtualmente, attori del panorama nazionale e i detenuti della Casa Circondariale di Gazzi, nel Messinese.

“Vorrei una voce” si inserisce nell’ambito del Progetto “Il Teatro per Sognare” confluito in “Teatrali, storie d’Integrazione e Libertà” e realizzato in collaborazione e con il sostegno della Caritas diocesana di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela con la guida dell’Arcivescovo Monsignor Giovanni Accolla e del Direttore della Caritas Padre Nino Basile.

Maria Grazia Cucinotta
Maria Grazia Cucinotta

Si alterneranno così in dei momenti di confronto, gli attori, in ordine di incontro, Giulio Scarpati, le attrici Emanuela Mandracchia, la direttrice de Teatro Biondo Pamela Villoresi, Elisabetta Pozzi, Mariangela Granelli, la cantante jazz Simona Trentacoste e, a chiudere, l’attrice e produttrice Mariagrazia Cucinotta.

Vorrei una voce” è un progetto sperimentale che vuole essere un momento di incontro, un modo di proseguire l’attività, anche in concomitanza del Codiv-19 – e stare uniti anche se a distanza, in attesa e desiderosi di poter riprendere le lezioni di laboratorio in modo normale, sperando di poter mettere in scena lo spettacolo, “E allora sono tornata”, dedicato alla grande Mina e che era previsto il 26 marzo.

L’obiettivo principale, dunque, è dare voce ai detenuti per dare loro un momento di distrazione per affrontare con più forza questo periodo che li vede fragili e ancor più lontani dai loro affetti; “Vorrei una Voce” sarà un ponte con l’esterno, un trait d’union tra i detenuti e gli artisti, un progetto che mira, attraverso il teatro, ad accorciare le distanze.

Così la squadra di “E allora sono tornata” riprende con “Vorrei una Voce” che, oggi, si unisce anche alla voce degli Artisti che in questo momento non possono essere in Teatro e allora il “Piccolo Shakespeare” diventa con l’hashtag #conilTeatro anche un luogo simbolo di cultura, fucina di bellezza, dove virtualmente si incontrano tanti nomi noti del teatro e dello spettacolo italiano.

Insieme a questi momenti di incontro con gli ospiti d’eccezione, il regista Tindaro Granata dirigerà le detenute – attrici, per tracciare una prosecuzione del cammino di formazione che era in atto.

Gli incontri vedranno anche la partecipazione dell’intera squadra del progetto: l’attore Pippo Venuto, la giornalista Elisabetta Reale che segue la narrazione dell’attività, la coreografa Giorgia Di Giovanni, la costumista Francesca Cannavò, il truccatore Jo’ Rizzo, l’hair stylist Carmelo D’Arrigo e Maria Di Pietro, tutti in attesa di poter riprendere le prove dello spettacolo.

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