21 ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento alle 01.23
Messina Pendolari indignati

Anche le Ferrovie vogliono il Ponte sullo Stretto: “Utile per i nostri treni, va fatto”

11 ottobre 2017

L’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, in un’intervista al Corriere della Sera si è soffermato sulla realizzazione della tanto discussa infrastruttura sullo Stretto di Messina. Oggi «costerebbe 3,9 miliardi a fronte dei 120 miliardi da spendere per i trafori che servono ai Corridoi europei. Il Ponte di Messina secondo me va fatto. Non c’è motivo per non completare il corridoio. Il problema del Ponte è il modello di project financing: è sbagliato pensare che possa essere finanziato al 100% dai privati. Fa parte del corridoio ferroviario perciò va finanziato con gli stessi criteri. Bisogna capire come farlo rientrare nei corridori ferroviari europei dal punto di vista normativo». Nel presentare il piano industriale del gruppo Fs, Mazzoncini definisce il Ponte sullo Stretto «fattibile, utile e sostenibile».

Ponte ferroviario crollato, Caltagirone-Gela
Ponte ferroviario crollato, Caltagirone-Gela

In questo caldo periodo pre-elettorale, con le elezioni regionali alle porte, il Ponte diventa tema centrale. Il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Mariella Maggio (Mdp), attacca la posizione del gruppo Fs: “Per nulla confortante la dichiarazione dell’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mazzoncini, il quale dichiara di essere a favore della costruzione del Ponte sullo stretto, che fa arrabbiare non chi è contro l’opera ma tutti quelli che subiscono i problemi di un servizio ferroviario generatore di forti disagi, i numerosi pendolari siciliani ovvero tutti i cittadini e gli studenti che hanno necessità quotidiana di spostarsi sul territorio. Nel mese di settembre sono stati circa 15 i giorni d’interruzione che hanno penalizzato la circolazione ferroviaria e ad aottobre ne abbiamo già avuti 7 – aggiunge – La Sicilia aspetta da 15 anni l’investimento infrastrutturale dei fantomatici 10 miliardi previsti e l’attuale rete ferroviaria risale all’Unità d’Italia“.

“Possibile che – aggiunge – Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi dichiari che sono ‘previsti interventi anche tra Palermo e Messina e tra Palermo e Catania con l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza da 2 e 4 ore, e che la prima fase sarà completata nel 2024 mentre il completamento dei lavori solo nel 2027? – chiede Maggio – Possibile che il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, vada a Bologna a festeggiare la consegna di 20 nuovi convogli ferroviari per i pendolari, preoccupandosi dell’efficienza e l’efficacia dei percorsi esistenti in Emilia Romagna e contestualmente dichiari di ‘sperare’ di firmare contratto di servizio per la Sicilia dove non esiste un incremento ne un miglioramento dei servizi ferroviari a cittadini e ai pendolari?”

“Una Sicilia che rimane quindi abbandonata a se stessa – conclude Maggio – ridotta ad un binario unico o quasi morto mentre si continua a parlare di grandi opere come il Ponte e per il resto d’Italia di ottimizzazione di velocità”.

Giosuè Malaponti

Dello stesso avviso è Giosuè Malaponti, presidente del “Comitato pendolari siciliani”: «La situazione ferroviaria in Sicilia è insostenibile. Rfi in quest’ultimo mese e mezzo ha procurato e sta procurando enormi disagi e ritardi insostenibili alla circolazione dei treni. Nel mese di settembre sono stati, circa, 15 i giorni di interruzioni per problemi più svariati che hanno rallentano e paralizzato la circolazione. In appena 10 giorni del mese di ottobre sono già 7 i giorni con disagi e problemi alla circolazione. Questi disagi, una volta rari, sono diventati quasi la normalità in Sicilia”.

“Chiediamo l’intervento del Ministero dei trasporti, del Dipartimento dei trasporti regionale, dell’Autorità regolazione trasporti, della Procura per la tutela dell’utenza pendolare, dei viaggiatori occasionali, dell’impresa ferroviaria che gestisce il trasporto ferroviario e per garantire e rispettare un servizio di trasporto pubblico efficiente ed efficace. Ci fanno indignare le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano, Renato Mazzoncini, che dichiara di voler costruire il Ponte sullo Stretto e dei fantomatici 10 miliardi di euro stanziati per gli investimenti in Sicilia per il triangolo Messina, Catania, Palermo che stiamo aspettando da almeno 15 anni. L’eventuale ma remota costruzione del Ponte sullo Stretto, non può e non deve procrastinare l’intero sviluppo infrastrutturale della Sicilia che è ancora fermo all’Unità d’Italia. L’Ad Mazzoncini, il ministro Delrio e l’Autorità regolazione trasporti, spediscano urgentemente in Sicilia degli ispettori per verificare quanto sta accadendo nella gestione della rete ferroviaria siciliana visti gli enormi e frequenti disservizi di questi ultimi mesi”, conclude Malaponti.  

 

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