20 ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento alle 20.23
Palermo La vicenda del candidato sindaco scuote la politica

Ancora sul caso La Vardera, Tirrito: “La politica non può esser lasciata ai principianti”

17 giugno 2017

“Se volessimo sorridere per quanto pare sia accaduto nel corso della recente campagna elettorale a Palermo, il fatto si potrebbe commentare citando Ennio Flaino: “il momento è grave ma non serio. Ma ritengo che gli elettori palermitani e i simpatizzanti della lista “Centro destra per Palermo”, di cui Ismaele La Vardera era candidato sindaco, ovviamente non possono prendersela con filosofia e chiudere la vicenda con sarcasmo”.

Lo dichiara la presidente del “Laboratorio Una donna per la tutela dei diritti delle donne”, Maricetta Tirrito.

“Siamo profondamente offesi ed indignati – ha proseguito Maricetta Tirrito – per il cinismo e l’ipocrisia con cui il candidato sindaco pare abbia voluto interpretare il suo ruolo nella recente campagna elettorale comunale a Palermo. Se dovessero essere confermate le informazioni trasmesse da “Canale 5” e tanti altri organi di informazione, ritengo sia stato perpetrato il gravissimo reato di “Vilipendio delle istituzioni”. Sacrosanto il diritto alla libera manifestazione del pensiero, ma quando questo prende le forme dell’inganno attraverso l’uso di telecamere nascoste e pare inoltre essere mirato ed indirizzato solo contro alcune forze politiche (centro destra, noi con Salvini e fratelli d’italia) appare legittimo il disprezzo e il pubblico ludibrio nei confronti di chi si è macchiato di questo infame comportamento”.

“La politica è una cosa troppo seria per essere lasciata a principianti e presunti sicofanti (Cittadino che, secondo il diritto dell’antica Grecia, denunciava alle autorità un reato) – ha concluso Maricetta Tirrito. “Credo troppo nei valori della politica con la “P” maiuscola, per averla potuta fare a fianco di grandi uomini come Antonino Caponnetto, e mi chiedo se per un comportamento ingannevole come quello perpetrato a Palermo non debba essere preso in esame dagli organi competenti l’annullamento in autotutela delle elezioni e la condanna esemplare di chi ha leso il diritto al libero e non condizionato voto”.

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