Tra 121 giorni i cittadini siciliani andranno a votare per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana e ancora nessun partito e nessuna coalizione ha indicato un Presidente e un programma. 

Stavolta non mi soffermerò sui nomi, non serve, primo perché ne sono stati fatti tanti, troppi, anche a sproposito, mancano solo zio Paperone e Nonna Papera (e spero che qualche politicante non li contatti davvero… poveri noi) e secondo, perché una mia amica catanese, autorevole politica, asserisce che dal nostro giornale promuoviamo o bocciamo candidati (avessimo questo potere, sai che farei… splendida amica mia…).

Ma due considerazioni desidero farle.

Chi sceglie e come.

Qualcuno ricorda, seppur vagamente, il nome di qualche segretario provinciale di partito? Inesistenti! Sapete quegli oggetti tanto carini che sembrano utili, comprati alle fiere di paese e poi l’indomani gettati nel garage?

Ecco, spero di avere dato un’idea. 

Parlo dei segretari provinciali, perché dovrebbero rappresentare le città, i territori, fare tanta attività, creare Unione e comunità… dovrebbero.

I politici sono assenti dai territori, tranne qualche tour peloso sotto elezioni che puzza di opportunismo come il pesce dimenticato in automobile sotto il sole.

Quella che un tempo era la base, le persone che oggi lottano senza auto blu e onorevoli stipendi, ai giorni nostri non conta nulla e nulla le viene chiesto, figuriamoci partecipare alla scelta del presidente.

Così, sentiamo nomi che durano il tempo di uno yogurt, da tutti gli schieramenti, un po’ con l’intento di bruciarli, oppure per prendere tempo e qualche riga sui giornali.

Certo, alcuni nomi sono proprio improponibili, ma basta vedere chi li propone per capire che da una zucca non puoi certo pretendere le fragoline di bosco !

Non solo, si mette in giro un’altra “minchiata”! 

“Non esistono più le ideologie, è finita la differenza tra destra e sinistra, la politica è cambiata”… e così via, il festival delle minchiate!

È incredibile, ma volete leggerlo qualche libro per favore?!

Le ideologie esistono, il modo di intendere lo Stato tra destra e sinistra è diverso, le differenze ci sono eccome, e chi ne difende i principi, a prescindere dallo schieramento, fa bene.

Chi dice ciò, chi è preso da questa malattia della politica senza riferimenti, dice delle solenni stupidaggini. Non sono scomparse le ideologie, non sono evaporati i principi sui quali la nostra società è cresciuta, semplicemente alcuni politici non li conoscono o li temono. In entrambi i casi si tratta di tremenda ignoranza e di indiscutibile colpa nostra che li abbiamo votati e portati lì.

Così, ancora oggi, a 121 giorni dalle elezioni, parliamo del niente. 

In entrambi gli schieramenti, non si sa quando ci ritroveremo con un candidato alla presidenza della Regione scelto senza primarie (altra ennesima promessa non mantenuta dei Renziani), senza consultazione di territori, circoli, sezioni o segreterie provinciali, e quindi, deciso se non imposto da qualche politico siciliano che avrà più peso e carisma in Sicilia e a Roma.

Risultato, contento qualcuno, scontenti molti e speriamo che qualcuno li voti.