16 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 15.57
Palermo

La mostra chiuse il 31 marzo scorso

I Modigliani in mostra a Palermo erano falsi: dipinti sequestrati e curatore indagato

18 Aprile 2019

Due dipinti, falsamente attribuiti al maestro Amedeo Modigliani esposti nella mostra di Palazzo Bonocore a Palermo, che ha chiuso il 31 marzo scorso, sono stati sequestrati dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale su delega della Procura del capoluogo siciliano.

Le indagini, svolte dai militari del Reparto Operativo – Sezione Falsificazione ed Arte Contemporanea, si sono concentrate sulle poche opere “reali” esposte all’interno della mostra multimediale, inaugurata nel novembre dello scorso anno, che proponeva principalmente un percorso artistico basato su proiezioni fotografiche multimediali di alcuni capolavori del maestro livornese.

In particolare gli investigatori specializzati del Reparto Operativo, prendendo spunto da alcune notizie acquisite dalle cosiddette fonti aperte e sulla base di analoghe esperienze investigative, hanno acquisito attraverso gli organizzatori dell’evento la documentazione relativa alle due opere in questione e nel contempo ne hanno riscontrato la presumibile falsità attraverso l’acquisizione di alcuni pareri preliminari rilasciati da esperti d’arte di rinomata professionalità.

modiglianiGli accertamenti sulla documentazione a corredo (certificati di autenticità e provenienza), privi di autorevolezza dal punto di vista scientifico e pieni di passaggi contraddittori, hanno completato il quadro investigativo che è stato condiviso dall’autorità giudiziaria. I due dipinti falsi sono finiti sotto sequestro. si tratta di “Hannelore”, un dipinto olio su tela cm 65×70, provenienza eredità giacente del Tribunale Civile di La Spezia; e di “Donna con cappello“, olio su tela cm 62,5 x 40 di proprietà di una famiglia di Reggio Emilia.

Contestualmente a Roma e Spoleto sono stati eseguiti due decreti di perquisizione a carico del presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani di Spoleto, Luciano Renzi, procacciatore delle due opere, e del curatore della mostra Alberto D’Atanasio, autore anche delle certificazioni di autenticità, entrambi indagati per il reato di contraffazione di opere d’arte. 

Nel corso delle operazioni è stata rinvenuta copiosa documentazione cartacea relativa all’organizzazione della mostra e alla provenienza delle opere. Inoltre, è stato disposto il sequestro di materiale informatico e di 27 beni d’arte di pregio verosimilmente contraffatti (di cui 3 opere grafiche di Modigliani e 24 dipinti di Picasso, Chagall, De Nittis, Boldini, Dalì e Guttuso) occultati all’interno di un’auto nella disponibilità di uno degli indagati, su cui sono in corso ulteriori accertamenti.

Il controvalore delle due opere sequestrate a Palazzo Bonocore di Palermo, qualora fossero immesse sul mercato come autentiche, potrebbe raggiungere cifre considerevoli, che, se quantificate avendo riguardo alle polizze assicurative stipulate sulle tele, ammonterebbero a 9 milioni di euro l’una.

Per quanto attiene i beni d’arte sequestrati presso le residenze degli indagati, il controvalore, qualora immessi sul mercato come autentici, supera i 5 milioni di euro.

 

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