18 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 07.46
Messina

De Luca si appella all'assemblea siciliana

L’ex Provincia di Messina rimane chiusa: “Venti milioni per evitare il dissesto”

15 Febbraio 2019

Continuerà a rimanere chiusa la Città Metropolitana di Messina, dove il sindaco metropolitano Cateno De Luca ha ingaggiato una battaglia con il Governo nazionale e con quello regionale per il taglio delle risorse che hanno ormai ridotto ai minimi termini i margini di operatività dell’ente di Palazzo dei Leoni.

È stato firmato nella mattinata odierna il decreto sindacale che proroga di una settimana le ferie d’ufficio di gran parte del personale dell’’ex provincia di Messina. Una bozza di ordine del giorno è stata elaborata stanotte con l’obiettivo di farla approvare al Parlamento Siciliano, con il sindaco De Luca che dunque sta spingendo per provare a trovare una soluzione nella vicenda che sta creando anche momenti di tensione e forti frizione con i lavoratori stessi, che temono di perdere il proprio impiego. Lo stesso De Luca ha, d’altronde, già annunciato che in assenza di una svolta chiuderebbe in via definitiva Palazzo dei Leoni e consegnerebbe la fascia al Prefetto di Messina.

Le Città Metropolitane ed i liberi consorzi in Sicilia stanno per dichiarare il dissesto finanziario a causa del prelievo forzoso dello Stato e per i mancati interventi per sterilizzare parte degli effetti di tale meccanismo che invece nel triennio 2016/2018 è’ stato in parte attutito per gli Enti intermedi delle Regioni a Statuto ordinario da appositi provvedimenti statali (dpcm 10/3/2017 art.5 – art.1 comma 838 L.205/2017 –art.1 comma 754 L.208/2015) – spiega De Luca nel rendere noto il contenuto del documento ora posto all’attenzione della Regione – la Regione Siciliana nell’ambito delle intese Stato Regione si era impegnata a trasferire maggiori somme alle ex province siciliane nella identica misura prevista dallo Stato per le ex province delle altre regioni a statuto ordinario per il triennio 2016/2018, per sterilizzare parte degli effetti del prelievo forzoso, per un importo di circa 70 milioni di euro annui. Ma la Regione siciliana solo per le annualità 2017 e 2018 ha integrato per le ex province siciliane i propri trasferimenti rispettivamente assegnando complessivamente risorse per euro 111.475.000 ed euro 111.050.000, insufficienti per potere assicurare l’equilibrio strutturale di detti Enti e garantire l’assolvimento delle funzioni fondamentali assegnate”.

“Nei giorni scorsi il sottosegretario dell’Economia Villarosa si è impegnato a risolvere le questioni di carattere ordinamentale per la chiusura in disequilibrio dei bilanci 2018 delle ex Province siciliane (Catania anche per il 2017) con il reperimento delle relative somme mancanti per differenza rispetto all’avanzo di amministrazione, sulla scorta dei risultati di amministrazione 2018 di ogni singolo Ente, da destinare a copertura delle stesse negli esercizi finanziari successivi (2019/2021) mediante apposito provvedimento derogatorio in corso di definizione; il sottosegretario si è impegnato inoltre per il triennio 2019/2021 ad individuare e trasferire alle ex Province siciliane le medesime somme derivanti dall’intervento di sterilizzazione già applicato alle ex province delle altre regioni a statuto ordinario e che ammonta a circa 50 milioni di euro annui”.

“Al netto degli avanzi di amministrazione di ogni singola ex provincia siciliana – continua il documento – servirebbero circa ulteriori 20 milioni di euro annui in aggiunta ai circa 50 milioni di euro che lo Stato trasferirebbe alle ex province siciliane per il triennio 2019/2021, per favorire gli equilibri strutturali degli Enti, oltre ad un ulteriore impegno finanziario pari alle quote di disavanzo di ogni Ente che si registreranno a rendiconto 2018, che qualora dovesse essere assunta la norma derogatoria, dovranno essere ripianati nel corso degli esercizi 2019/2021 mediante intervento finanziario del Governo nazionale”.

“Si intende impegnare il Governo regionale – conclude il documento – a reperire con priorità su ogni altra legge di spesa le somme mancanti per evitare il dissesto finanziario delle ex Province siciliane che ammonta a circa 20 milioni di euro annui per il 2019 – 2020 – 2021, in aggiunta a quelle già consolidate e da prevedersi pari a 111.050.000, fermo restando che gli interventi normativi derogatori di competenza dello Stato per sanare la mancata approvazione dei Bilanci per l’anno 2018 presuppongono la consequenziale erogazione di una ulteriore somma (di circa 70 milioni che include anche il pregresso 2017 della Città Metropolitana di Catania)) a copertura dei presunti disavanzi 2018 da ripartirsi, ove la normativa lo consentirà, nel triennio 2019/2021″.

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