13 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 21.19
Agrigento

Dalle casse sarebbero stati sottratti 7 milioni di euro

Licata. Comune nella bufera: sequestrato il porto turistico e chiesti due rinvii a giudizio

8 Marzo 2018

La procura di Agrigento ha posto sotto sequestro il porto turistico di Licata e chiesto il rinvio a giudizio per il dirigente del dipartimento Urbanistico del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, e per l’imprenditore, Luigi Francesco Geraci.

Le accuse sarebbero di abuso d’ufficio e falso. Dalle casse del Comune di Licata, sarebbero stati sottratti 7 milioni di euro nell’ambito della realizzazione del porto turistico di Marina di Cala del Sole. Nell’inchiesta ci sono altri 22 indagati per reati in materia di edilizia e occupazione abusivo di demanio marittimo.

A renderlo noto, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ed il pubblico ministero, Alessandra Russo.

“Sono stati sottratti 7 milioni di euro alle casse del Comune di Licata – spiegano – grazie a un rapporto confidenziale del tutto anomalo fra il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Vincenzo Ortega e l’imprenditore nisseno Francesco Geraci che ha realizzato il porto turistico e tutte le strutture commerciali connesse senza pagare gli oneri concessori.

“L’indagine principale – aggiunge  Patronaggio – verteva sul mancato pagamento degli oneri concessori da parte dell’imprenditore Geraci, che ha costruito decine di locali destinati ad attività commerciali senza pagare un euro al Comune“.

“Nel 2014 – prosegue il pm Russo – la concessione demaniale è scaduta e, quindi, tutte le strutture che vi ricadono all’interno (pontili e aree ristorazione) sono a tutti gli effetti abusive. L’ordine di sgombero è stato violato e sono state persino realizzate altre opere”. 

Nell’ordine di sequestro sono finite pure tutte le attività commerciali e nautiche tra cui posti barca e cabine connesse alla struttura.

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