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Palermo

20 miliardi il costo dell'opera

Palazzetto dello Sport di Palermo, De Filippis: “Orlando non lo ristrutturerà mai”

5 Febbraio 2019

“Il Palazzetto dello Sport non verrà mai ristrutturato da questa Amministrazione”. Parole pesanti quelle del dirigente regionale di Diventerà Bellissima ed ex consigliere della Settima circoscrizione, Edoardo De Filippis, che da anni si batte per la riapertura di uno dei gioielli sportivi del capoluogo siciliano, che da quasi 10 anni non apre le porte ai suoi cittadini a causa di incuria e mala-politica.

Lunga e tortuosa sarà la strada per vedere nuovamente attivo il Palazzetto comunale di Fondo Patti, una struttura con capienza di seimila posti. L’edificio era stato inaugurato il 3 ottobre del 1999 per un costo di 20 miliardi delle vecchie lire. Anni fa, forti raffiche di vento hanno danneggiato parti del tetto, causando continue infiltrazioni d’acqua che l’hanno reso inagibile.

La vecchia Amministrazione, con a capo Diego Cammarata, per assenza di fondi è rimasta a guardare. Anzi, dapprima ha dimenticato di riscuotere l’assicurazione annuale su eventuali danni al palasport di circa 95 mila euro che avrebbe permesso ai tecnici di risolvere il problema delle infiltrazioni Poi, ha predisposto il Palazzetto come deposito di mobili e arredi provenienti dalle case abusivamente occupate, del vicino quartiere popolare Zen 2.

Edoardo De Filippis

La struttura abbandonata, è stata protagonista di continui saccheggi e devastazioni. Dei ladri nel corso degli anni, hanno sfondato le entrate della struttura, portando via tutti i mobili custoditi e non solo. Ad oggi le entrate, pare siano state messe in sicurezza. Intanto, la Giunta del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, aveva predisposto nel 2013 un piano di recupero.

Tre milioni e duecento mila euro era la cifra stanziata per i lavori. Il bando di gara europeo, stando alle parole dell’ex vicesindaco Cesare La Piana, doveva essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale i primi mesi del 2013.

“Sui tempi per riavere la struttura – diceva La Piana – è difficile fare calcoli. Se riuscissimo a riattivarlo nel 2014, sarebbe davvero un trionfo”. Ma nulla da fare. Passano gli anni e la struttura rimane nel suo degrado e nella sua fatiscenza.

Nel 2015 durante una conferenza stampa il sindaco Orlando dichiarava: “Nell’ottobre del 2017 Palermo avrà una Cittadella dello Sport. Nascerà dall’unione di due strutture esistenti che saranno rimesse a nuovo grazie ad una somma complessiva di 14 milioni. Il progetto prevede, innanzi tutto, il ripristino del Palazzetto dello Sport e del ‘Diamante’”.

Ma della Cittadella, nemmeno l’ombra.  Due anni fa (2017 ndr), l’ennesima promessa politica attraverso una inaugurazione simbolica da parte del Primo cittadino, accompagnato dall’assessore alla Riqualificazione, Emilio Arcuri e il presidente del Coni Sicilia, Sergio D’Antoni. L’appalto per il rifacimento del tetto era stato vinto dalla TecnoArt di Santa Flavia. Bando di gara da un milione e quattrocento mila euro circa. Lavori che dovevano essere conclusi nel febbraio dello scorso anno. A seguito il Coni doveva presentare un progetto esecutivo per la riapertura del Palazzetto. Ma pochi giorni dopo l’inaugurazione dei lavori una delle ditte ausiliarie dell’appalto, stando alle cronache dei giornali, la Eragon Consorzio Stabile Scarl di Roma, riceveva una interdittiva antimafia da parte della Procura della capitale.

In seguito a quel provvedimento, il Comune era stato costretto a rescindere il contratto e a chiedere all’impresa seconda classificata nella gara d’appalto, la Consorzio Stabile Valori, di dare la propria disponibilità a iniziare i lavori, che, stando alle parole del dirigente regionale di Diventerà Bellissima, ancora non sono partiti.

“La situazione emblematica del Palasport di Fondo Patti – dice De Filippis –  è la fotografia della gestione dell’amministrazione Orlando. Il 2015 avevo consigliato al Primo cittadino, che era opportuno affidare le strutture pubbliche ai privati, per ridarle funzionanti ai cittadini, come il Palazzetto”.

“Sino ad oggi nessun operaio ha iniziato i lavori in Fondo Patti. La struttura andava demolita e ricostruita attraverso privati, abbattendo anche i costi per il ripristino complessivo. Solo così ad oggi sarebbe funzionante”.

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