10 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 08.15

in attesa di un nuovo partito

Renzi lascia il Pd. Faraone è con lui, ma dalla Sicilia i compagni non lo seguono

17 Settembre 2019

Renzi sbatte la porta in faccia al Pd. Davide Faraone lo segue a ruota. Ma fino ad ora, dietro di lui soltanto silenzio e vuoto cosmico. Al momento non è chiaro chi in Sicilia lascia il Pd. Tra i dieci parlamentari Dem all’Assemblea regionale siciliana, forse l’unico ad abbracciare il progetto dell’ex premier potrebbe essere Luca Sammartino. Poi il nulla.

Il post su Facebook di Davide Faraone non è stato la miccia che ha acceso nei renziani il fuoco della solidarietà e la lotta comune a braccetto con Renzi all’interno di un nuovo soggetto politico. “Ne ho sbagliate tantissime nella mia vita, ma ho sempre fatto ciò che il mio cuore mi diceva di fare. Gioia e determinazione hanno contraddistinto ogni mia azione. Magari, avessi percorso altre strade che sapevo essere meno tortuose, sarei comunque arrivato, avrei faticato meno, ma avrei camminato senza sorriso. Troverò il modo di spiegare più avanti le ragioni politiche della mia scelta con maggiori approfondimenti, sono momenti frenetici, intanto ai miei amici, a chi mi vuole bene, a chi sa quanto odi ipocrisie e falsità, basta sapere che così sono felice”.

Evidentemente però “gioia e determinazione” non sono bastate visto che non ha seguito Faraone neanche il deputato nazionale Carmelo Miceli, suo fedelissimo, che sui social ribadisce che rimane stabile nel Pd: “Leggo agenzie di stampa nelle quali ipotetici “Big” danno per certa una imminente scissione e una mia uscita dal Partito Democratico. Nell’invitare questi ipotetici “big” a tacere e anteporre il buon senso alle proprie aspirazioni, chiedo a tutti i dirigenti e militanti di unirsi al coro di chi – come Alessia Morani, Simona Flavia Malpezzi e il sottoscritto – fa appello all’unità e a non fare scelte incomprensibili per la nostra Comunità. Il Partito Democratico è una casa plurale, la nostra casa, la mia casa. Custodiamola gelosamente”.

Si è defilato anche il deputato regionale Nello Di Pasquale che già aveva venduto, politicamente, Renzi per il nuovo segretario Zingaretti. Ed attraverso una nota afferma: “Non condivido la decisione assunta dall’ex segretario del Partito Democratico Matteo Renzi di compiere una scissione – scrive il politico ragusano promotore del gruppo dei “pontieri” del Pd siciliano -. La mia posizione è stata chiara già ai tempi delle primarie del partito quando ho scelto di sostenere, con forza e determinazione, il segretario Zingaretti. Proprio in quella occasione, ho giudicato come un errore la scelta di Renzi di non ricandidarsi alla guida del partito. Anche se avesse perso avrebbe potuto consolidare la propria pozione all’interno del partito da minoranza. Invece, puntando su Giachetti e Martina, spaccando anche l’area, ha gettato le basi per arrivare alla situazione odierna. Si è trattato, dunque, di un percorso studiato che da tempo avevo compreso e che non ho avuto intenzione di avallare”.

Rimane al Pd anche Franco De Domenico che fa parte del gruppo parlamentare regionale, che racconta a ilSicilia.it: “Io rimango nel Pd, credo che ci sia spazio per me all’interno del partito di Nicola Zingaretti”. Dello stesso umore i colleghi Baldo Gucciardi e Michele Catanzaro.

Insomm, al momento pare che la decisione di Renzi e Faraone non abbia sortito alcun effetto sui vecchi amici di partito, che nell’Isola tifavano per l’ex rottamatore ed ex segretario nazionale del Pd.

Chi ha già deciso di approvare il nuovo progetto dell’ex sindaco di Renzi è la deputata nazionale Daniela Cardinale,  la quale aveva già lasciato il Pd per passare gruppo misto. Ma anche l’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, seguirà Renzi e parla di “scelta maturata da tempo” ma non “di un disimpegno politico” perché “continuerò a battermi per la legalità, la trasparenze e le riforme accanto a Matteo Renzi” che “conosce la mia storia e le tante traversie che ho dovuto combattere da sindaco di Siracusa contro il vecchio establishment del Pd, sia a livello provinciale che regionale“.

Resta il dubbio per l’ex rettore di Messina, Pietro Navarra. Andrà con Renzi o resterà con Lotti ? Stessa domanda per Valeria Sudano, senatrice eletta in Sicilia molto vicina a Lotti e Guerini.

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