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Perché è il Santo degli innamorati?

San Valentino, tra curiosità e leggende

13 Febbraio 2019

Il 14 febbraio si celebra San Valentino, patrono degli innamorati e saltano, immediatamente, alla mente i tanti baci perugina golosamente scartati per leggere il bigliettino assurto, quasi, ad oracolo. Il romanticismo, anche se in dosi diverse, rassegnatevi, alberga in ognuno di noi. Una ricorrenza questa che, nonostante dai cinici di tutto il mondo venga identificata come la “festa del consumismo”, tra fiori, regali, cene e sorprese, ha in realtà un’origine più antica di quanto si possa immaginare.

Origini

Questa festa risalirebbe, addirittura, a prima dell’avvento del cristianesimo e, infatti, il 15 febbraio si tenevano solitamente i “lupercalia”, antichi riti pagani dedicati a Luperco, dio della fertilità. Una celebrazione a base di sacrifici animali e frustate rituali che venne sostituita, nel 496 d.C . e anticipandola di un giorno, da Papa Gelasio I che introdusse la festività di San Valentino.

Perché San Valentino è il Santo degli innamorati?

CUOREDi San Valentino ce ne sono stati ben due ed entrambi legati all’amore. Il primo, nato a Terni, all’epoca chiamata Interramna, è raccontato dalla letteratura religiosa come colui che mise fine a una lite d’amore tra due innamorati donando loro una rosa. Il secondo, invece, sarebbe stato martirizzato proprio a causa dell’amore: il santo, infatti, avrebbe sposato una cristiana e un pagano andando incontro alla pena della decapitazione per aver celebrato il primo matrimonio misto. Ma penetriamo più approfonditamente in questi racconti, diventate leggende, che ne fecero il Santo degli innamorati. La prima, a cui abbiamo accennato, è quella della Rosa della riconciliazione; la seconda, invece, è legata all’unione tra la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino.

Si racconta che un giorno Valentino, sentendo discutere due fidanzati fuori dal suo giardino, gli andò incontro portando in dono una rosa rossa e invitandoli a fare la pace. Le sue parole ebbero la forza di rasserenare la coppia che, dopo un po’ di tempo, tornò dal Santo chiedendone la benedizione per le nozze e promettendosi amore eterno. Quando il popolo venne a conoscenza di questo prodigio, adottò l’usanza di donarsi rose tra innamorati e recarsi al cospetto di Valentino per invocarne la protezione.

A Terni si narra, invece, la storia d’amore di una fanciulla cristiana di nome Serapia col centurione pagano Sabino. Quando i due riuscirono finalmente a vincere le resistenze dei genitori di lei grazie al battesimo del giovane, Serapia si era ammalata di tisi. Rimanendole poco tempo da vivere, Valentino decise di recarsi al suo capezzale dove trovò Sabino, desideroso di poter restare per sempre con lei. Quella volontà, dettata dall’amore, fu esaudita e, con l’intercessione del Santo, i due innamorati si abbracciarono in un sonno che li unì per l’eternità.

Curiosità

1. La diffusione della figura di San Valentino ha, però, un’origine letteraria. Alcuni studiosi ne attribuiscono la responsabilità a “The Parliament of Fowls” di Geoffrey Chaucer che lo compose, presumibilmente, durante il soggiorno in Italia dal 1372 al 1380. Nel poema allegorico, San Valentino è chiamato a sovrintendere al risveglio dell’amore e in esso la ricorrenza viene collegata al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia.

2. A Parigi, il 14 febbraio 1400, viene fondato “L’Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione ispirata ai principi dell’amor cortese. Il tribunale, che aveva lo scopo di decidere su controversie legate a tradimenti e alla violenza contro le donne, aveva giudici che venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d’amore.

3. La più antica “Valentina“, di cui sia rimasta traccia, risalente al XV secolo, fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415), alla moglie, Bonne d’Armagnac, a cui dedica una poesia d’amore i cui primi versi recitano così: “Je suis deja d’amour tanné, ma très douce Valentinée“…

4. Nell’Amleto di Shakespeare, durante la scena della pazzia di Ofelia, la fanciulla canta vaneggiando: “Domani è San Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina“.

5. Nell’Ottocento era abitudine usare le “Valentine“, buste decorate o ricamate con motivi floreali, per inviare messaggi d’amore; ma l’usanza, a quanto pare, era già in voga, seppur in forma diversa, intorno al 1500.

6. Franz Kafka, il grande scrittore praghese, in una lettera d’amore indirizzata a Milena Jesenskà, giornalista, scrittrice e traduttrice ceca, scrisse alla sua musa: “Per qualche motivo che ignoro mi piaci moltissimo. Molto, niente di irragionevole, direi quel poco che basta a far sì che di notte, da solo, mi svegli e non riuscendo a riaddormentarmi, inizi a sognarti“.

7. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengono spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, solo dopo il Natale.

Chiudiamo con una meravigliosa poesia di Khalil Gibran.

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