12 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 20.19

le parole del capogruppo all'Ars

“Sicilia futura” stanca di fare da stampella al governo Musumeci, D’Agostino: “Non siamo fessi”

13 Settembre 2019

Il capogruppo di Sicilia Futura, Nicola D’agostino, è un fiume in piena e non le manda a dire al governo regionale guidato da Nello Musumeci e ai lavori della maggioranza di Palazzo dei Normanni. Un fiume in piena che travolge i due anni circa di governo e apre a nuovi scenari per il futuro.

In pratica, “Sicilia futura”, composto oltre che da D’Agostino anche dal deputato palermitano Edi Tamajo, non vorrebbe più fare da stampella a questo governo regionale per “senso di responsabilità”. Certo è pur vero che il vento politico a Roma è cambiato, e di conseguenza un partito come “Sicilia Futura” che è stato una costola del Pd di Renzi, nato dall’ex ministro messinese Totò Cardinale, potrebbe aver cambiato rotta guardando i nuovi orizzonti politici romani ma anche siciliani. Ma D’agostino vuole parlare chiaramente a ilSicilia.it : “Noi in questo governo siamo da sempre un partito dell’opposizione. Siamo stati sino adesso sin troppo responsabili nel tentativo di dare una mano a questa amministrazione. Soprattutto per far partire questa legislatura attraverso il voto a favore di Gianfranco Miccichè come presidente dell’Ars. Per senso di responsabilità abbiamo votato norme anche della maggioranza. Nel primo anno anno e mezzo è andata così. Abbiamo voluto dare un po’ di fiducia a questo governo”.

Fiducia che da parte di Sicilia Futura sembrerebbe arrivata al capolinea. “La maggioranza in Aula sulla carta esiste. Non è colpa nostra se non si mettono d’accordo. Soprattutto la maggioranza non può pensare che arrivi sempre l’aiuto da parte di qualche gruppo parlamentare che è in opposizione. In questi anni insieme al collega Tamajo abbiamo fatto anche troppo per levargli le castagne dal fuoco. Poi c’è un limite a tutto”.

Parole lapidarie da parte di D’agostino che definisce “da vomito” “l’ennesimo collegato di spesa” formato da 65 emendamenti. Non tanto nella forma quanto nella sostanza: “Ma quanto deve durare questa finanziaria? Non è mai successa una cosa simile“, afferma il deputato catanese.

Io mi aspetto da questo governo che venga in Aula e proponga la soluzione del problema dei rifiuti, al problema dell’urbanistica dei lavori pubblici, dell’energia con tutte le inchieste che ci sono in corso. Io queste cose non le vedo“.

D’Agostino evidenzia che al di là del problema politico di questo governo anche una questione morale per via dell’inchiesta giudiziaria del re dell’eolico Vito Nicastri: “C’è stata una sottovalutazione anche della questione morale, dopo che ci sono stati funzionari regionali arrestati è veramente preoccupante“.

Poi cerca di dare le giuste misure tra il suo partito e questo governo: “Il signor Musumeci il signor Miccichè e tutta la maggioranza si diano una regolata e non diano per scontato che ci sono sempre i soliti fessi che danno una mano per senso di responsabilità alla loro coalizione. Piuttosto cerchino di dare un indirizzo a questo governo su un binario produttivo, cosa che sino ad ora non c’è stato. E’ il momento di tirare le somme. Non mi pare che questo governo Musumeci abbia prodotto granché. A livello parlamentare il nulla. A livello di azione amministrativa non mi pare che ci siano stati questi eclatanti risultati. Il gradimento popolare di questo governo è ai livelli crocettiani”.

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